Castel Sant’Angelo: la storia, i capolavori e i segreti del Mausoleo Adriano nella Capitale

Mausoleo, roccaforte, lussuosa dimora e persino carcere, Castel Sant’Angelo mantiene inalterato nel corso dei secoli il suo fascino. Affacciato sul Tevere che scorre placido sotto Ponte Sant’Angelo, l’antico Mausoleo di Adriano racconta tutt’oggi anni e anni di storia tra rifacimenti, assalti e molteplici restauri. Palcoscenico di alcune delle più suggestive leggende di Roma, Castel Sant’Angelo vi aspetta con i suoi fantasmi e i suoi scorci mozzafiato per offrirvi un viaggio all’indietro nel tempo alla scoperta delle meraviglie della Città Eterna.

I tanti volti di Castel Sant’Angelo a Roma

Edificato per adempiere alla funzione di sepolcro per volere dell’imperatore Adriano in una zona che ai tempi dell’antica Roma era considerata periferia, Castel Sant’Angelo, altrimenti chiamato appunto Mausoleo di Adriano, si trova sulla sponda destra del Tevere, davanti a Ponte Sant’Angelo. Collocato tra i rioni Prati e Borgo, questo capolavoro capitolino sorge a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, dai Musei Vaticani e dallo Stato del Vaticano, al quale è collegato grazie allo storico “passetto”, corridoio fortificato che suscita da sempre la curiosità di turisti e visitatori. Ispirato al Mausoleo di Augusto ma con dimensioni ben più importanti, l’antico edificio ha avuto molti nomi e destinazioni d’uso: sepolcro imperiale, fortezza e persino prigione, Castel Sant’Angelo è un luogo dai mille volti, ricco di storia.

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Commissionato nel 135 d.C. dall’imperatore Adriano all’architetto Demetriano, il mausoleo funebre più famoso della Penisola viene portato a termine nel 139 d.C. sotto Antonino Pio. Utilizzato come sepolcro fino al 403 d.C., Castel Sant’Angelo è poi trasformato in un fortilizio a difesa di Roma e acquisisce l’appellativo di Castellum nel 359 d.C., quando viene incluso nelle mura aureliane dall’imperatore Onorio. La dicitura Castellum Sancti Angeli risale invece al 590 e si riferisce a un episodio che vede protagonista Papa Gregorio Magno. Durante una processione penitenziale organizzata per allontanare la peste che incombeva su Roma, il pontefice avrebbe infatti avuto una visione mistica dell’arcangelo Michele su Castel Sant’Angelo. Passato nelle mani di Crescenzio nel 974, l’antica struttura viene fortificata e soprannominata Castrum Crescentii fino alla seconda metà del XV secolo, per poi acquisire il nome che oggi tutti conosciamo. Forse non tutti sanno che Castel Sant’Angelo fu rinominato anche carceres Theodorici perché fu proprio Teodorico, re d’Italia dal 493 al 526, a trasformarlo in una prigione, funzione mantenuta anche dal Papato e dal governo d’Italia fino al 1901.
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Castel Sant’Angelo: la storia del monumento dall’imperatore Adriano ai giorni nostri

Sopravvissuto, diversamente da molti altri monumenti capitolini, al barbaro riciclo del materiale edilizio tipico dell’epoca, Castel Sant’Angelo è sempre stato capace di adattarsi alle trasformazioni del tempo e restare, nei secoli, uno dei più bei capolavori della Città Eterna. Il Mausoleo aveva una base cubica, interamente rivestita in marmo lunense e decorata con un fregio raffigurante Bucrani (teste di buoi). In una lastra marmorea affacciata sul Tevere si potevano leggere i nomi degli imperatori sepolti tra le sue mura e l’arco d’ingresso era dedicato ad Adriano.

Il secondo livello di quello che ancora non si chiamava Castel Sant’Angelo era costituito da un tamburo in opus caementicium e peperino, rivestito in travertino. Quindi, un tumulo di terra con alberi e statue in marmo lungo tutto il perimetro, abbracciato a sua volta da una poderosa cancellata in bronzo. A sovrastare questa imponente costruzione, una quadriga in bronzo condotta dall’imperatore Adriano. La cella funeraria, quadrata e arricchita con preziosi marmi policromi, si trovava al centro del tumulo e avrebbe ospitato negli anni i resti di molti imperatori e delle loro famiglie.

Una volta inglobato nelle Mura Aureliane, nel 403 per volere dell’imperatore d’Occidente Onorio, il mausoleo divenne parte del sistema di difesa della città e fu denominato Castellum. Utilizzato a mo’ di fortezza durante il Sacco dei Visigoti di Alarico e nel 410 nell’attacco dei Vandali di Genserico del 455., Castel Sant’Angelo resistette, sebbene i Romani lo avessero deturpato, usando persino le sue splendide statue per allontanare i nemici. Tramutato in prigione da Teodorico, Castel Sant’Angelo di Roma passò quindi tra le mani di molte famiglie che si contendevano la sua proprietà: da roccaforte per Teofilatto, a castello per i Crescenzi, per poi passare ai Pierleoni e agli Orsini fino al 1356 quando fu ceduto alla Chiesa.

Fu Niccolò III, per la posizione strategica dell’edificio, a trasferire a Castel Sant’Angelo la sede apostolica, che al tempo era nel Palazzo Lateranense. Proprio in questo anno fu costruito infatti il passetto, passaggio segreto e protetto che conduceva direttamente alla Basilica di San Pietro. Nel 1367 Castel Sant’Angelo, passando alle mani di Papa Urbano V, diviene ufficialmente proprietà del papato, fungendo nel corso degli anni da rifugio, tribunale, prigione e struttura che ospitava il Tesoro e l’Archivio Vaticano.

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Nel 1379 Castel Sant’Angelo fu preso d’assalto dal popolo, accanitosi con violenza contro la guarnigione francese che Urbano V aveva lasciato a presidiare la fortezza. Ricostruito pian piano per volere di Papa Bonifacio IX a partire dal 1395, Castel Sant’Angelo a Roma fu fortificato e dotato di un ponte levatoio. Per altri quattro secoli la struttura fu nuovamente trasformata per volere di Nicolò V e di Alessandro VI Borgia che affidò ad Antonio da Sangallo il Vecchio il rifacimento delle fortificazioni esterne per trasformare Castel Sant’Angelo in una vera e propria roccaforte militare. I rifacimenti non coinvolsero solo la parte esterna, ma anche gli interni dell’antico mausoleo.

Furono aggiunte stanze affrescate, giardini, grandi fontane, e Castel Sant’Angelo divenne una fastosa reggia, demolita anni dopo, nel 1628, da Urbano VIII. Nel 1524 l’edificio fu nuovamente ristrutturato da una ricca squadra di architetti a pittori tra cui ricordiamo Raffaello Sinibaldi da Montelupo, Antonio da Sangallo il Giovane, già padre della fabbrica di San Pietro, Perino del Vaga, Luzio Luzi da Todi e Livio Agresti da Forlì. È tra il 1667 e il 1669 che prende finalmente vita Ponte Sant’Angelo per come lo conosciamo oggi. Clemente IX infatti fece posizionare dieci angeli in marmo su quello che allora ancora si chiamava Ponte Elio. Nel corso dell’Ottocento Castel Sant’Angelo fu un carcere politico e poi venne impiegato come caserma, per poi divenire pian piano lo splendido museo che oggi tutti possiamo ammirare.

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La struttura e le meraviglie di Castel Sant’Angelo

Le tante trasformazioni di Castel Sant’Angelo nel tempo e le diverse destinazioni d’uso dell’edificio hanno dato vita a una struttura davvero particolare, caratterizzata da più stili architettonici e ben sette “livelli”. Nei primi tre prende forma il mausoleo da cui si accede a Castel Sant’Angelo grazie al Dromos per poi giungere all’Atrium e alla rampa elicoidale fino alla Sala delle Urne (al secondo livello). Al terzo livello del Mausoleo Adriano, troviamo poi le Prigioni storiche, accessibili dal Cortile di Alessandro VI, e le Oliare, ambienti in cui un tempo venivano depositati e conservati grano e olio, preziosa risorsa impiegata per l’uso alimentare, militare e per l’illuminazione.

Al livello numero quattro, tra tante meraviglie, troviamo il famoso Cortile dell’Angelo, altrimenti detto Cortile d’Onore, area di rappresentanza che ospita la statua di San Michele Arcangelo di Raffaello da Montelupo. Il quinto livello di Castel Sant’Angelo ci offre invece sale rinascimentali e ambienti fastosi ed eleganti conservati alla perfezione, come ad esempio gli appartamenti privati di Paolo III Farnese. Ed eccoci giunti al sesto livello, dove sorgono la Sala del Tesoro, la biblioteca, la Sala dei Festoni e la “Cagliostra”, area che fungeva da prigione per ospitare i detenuti importanti di Castel Sant’Angelo a Roma, come appunto Cagliostro, imprigionato dal 1789 al 1791. Al livello numero sette invece, troviamo la Sala delle Colonne, la Sala Rotonda e il famosissimo Terrazzo dell’Angelo, considerato oggigiorno uno dei più bei luoghi da visitare a Roma, imperdibile punto panoramico sull’Urbe.

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Analizzare una ad una le meraviglie di Castel Sant’Angelo sarebbe un’impresa impossibile; consigliamo pertanto ai nostri lettori di visitare Roma quanto prima per poter godere della storia affascinante dell’antichissima fortezza. Scopriamo quindi qualche dettaglio in più su uno dei più bei posti da visitare Roma: Castel Sant’Angelo.

  • Dromos e Atrium – Livello 1: L’ingresso al Mausoleo di Adriano delle processioni funebri avveniva attraverso il Dromos, corridoio voltato lungo 12 metri e collocato in asse con il ponte di Castel Sant’Angelo, all’epoca denominato Pons Aelius. Il corridoio sfocia in una cella quadrata, l’Atrium appunto, che un tempo in una grande nicchia accoglieva una mastodontica statua dell’imperatore Adriano, di cui oggi rimane solo la testa, custodita nei Musei Vaticani.
  • Passetto di Borgo – Livello 2: Conosciuto in tutta Roma e forse in tutto il mondo, il Passetto di Borgo è un camminamento protetto, lungo circa 800 metri, che collega Castel Sant’Angelo al Vaticano. Pensata per proteggere i papi, questa struttura subì modifiche e migliorie nel corso del tempo e resta tutt’oggi una delle costruzioni più curiose e ammirate dell’Urbe.
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  • Sala delle Urne – Livello 2: Particolarmente suggestiva risulta poi la Sala delle Urne, stanza a pianta quadrata costruita con blocchi di travertino. Considerata l’ambiente sacro di Castel Sant’Angelo, serviva a ospitare i resti della famiglia imperiale. Su una delle pareti è inoltre possibile leggere tutt’oggi una toccante iscrizione latina; versi che l’imperatore Adriano avrebbe scritto per la sua stessa anima:

    Anima vagula blandula
    hospes comesque corporis
    quae nunc abibis in loca
    pallidula, rigida, nudula,
    nec ut soles dabis iocos.

    Piccola anima smarrita e soave,
    compagna ed ospite del corpo,
    ora t’appresti a scendere in luoghi
    incolori, ardui e spogli,
    ove non avrai più gli svaghi consueti.

  • Prigioni storiche – Livello 3: Proprio qui, in particolare nell’ultima cella, fu imprigionato Benvenuto Cellini. L’ultima cella è nota per aver ospitato per quasi un anno Benvenuto Cellini. L’artista fiorentino riuscì a evadere da Castel Sant’Angelo nella notte del Corpus Domini del 1538, calandosi dalla latrina esterna, per poi essere riacciuffato e fatto prigioniero. Su una parete della cella del Cellini vi è un disegno, oggi non più visibile, che raffigurata Dio Padre con un Cristo Risorto, opera portata a termine dallo scultore galeotto per consolarsi durante la lunga prigionia tra le mura di Castel Sant’Angelo a Roma.
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  • Bagnetto di Clemente VII – Livello 4: Nel 1525 Clemente VII Medici commissionò la decorazione della famosa Stufa, come allora veniva soprannominato il bagno privato: una stanza di modeste dimensioni, riccamente affrescata con delfini, sfingi, conchiglie, ninfe, animali marini e scene mitologiche. Costruita ai tempi Giulio II della Rovere, la stanza da bagno dell’appartamento papale, dotata di vasca, era munita di una impianto di riscaldamento di tutto rispetto, costruito a imitazione delle terme romane.
  • Cagliostra – Livello 6: Ed eccoci giunti al luogo che ospitò il Conte di Cagliostro, alchimista accusato e imprigionato per stregoneria nel 1789. L’appartamento, collocato tra le mura di Castel Sant’Angelo, è costituito da tre vani, una zona centrale e due camerini laterali conosciuti con i nomi di Gabinetto del Delfino e della Salamandra e Gabinetto della Cicogna.
  • Terrazzo dell’Angelo – Livello 7: Considerata una delle vedute più spettacolari sull’Urbe, la vista da cui si gode dal Terrazzo dell’Angelo è, di per sé, un ottimo motivo per visitare Roma. Il punto accessibile più alto di Castel Sant’Angelo è adornato con la statua dell’Arcangelo Michele di Peter Anton van Verschaffelt e con la Campana della Misericordia.
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Il museo di Castel Sant’Angelo: le opere d’arte da non perdere

Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è specchio dei tanti mutamenti che lo storico edificio ha subito nel corso dei secoli. Considerato un monumento, una zona archeologica e un museo al tempo stesso, Castel Sant’Angelo custodisce tra le sue possenti mura moltissime collezioni, alcune delle quali provenienti proprio dagli scavi effettuati sugli argini del Lungotevere tra il 1890 e il 1893. Armi, lapidi, reperti storici, antichi reperti fotografici, monete ceramiche, una ricca pinacoteca, mobili pregiati e molto altro ancora: questo è solo un assaggio di quel che potrete ammirare durante la vostra visita al Museo di Castel Sant’Angelo.

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Tante le donazioni volte ad arredare le stanze dell’antica fortezza; nel 1916 preziosi arredi e pregiati dipinti, tra cui ricordiamo il San Girolamo di Lorenzo Lotto, furono donati dal collezionista capitolino Mario Menotti, mentre Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi arredarono le stanze degli appartamenti papali di Castel Sant’Angelo. La paternità dell’assetto del Museo di Castel Sant’Angelo è però attribuibile a Mariano Borgatti che, con “piglio” militare, arricchì la fortezza di una ricchissima collezione d’armi antiche e moderne e cimeli storico-militari. Gli affreschi di Castel Sant’Angelo, tornati a splendere con un restauro portato a termine tra il 1979 e il 1981, furono in fine arricchiti da una vasta collezione di ceramiche e molte statue di epoca medievale e moderna. Se siete curiosi di saperne di più e scoprire tutti i capolavori di Castel Sant’Angelo vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale dedicata allo storico monumento e ai Musei Statali della Città di Roma.
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Ponte Sant’Angelo: un gioiello che si affaccia sul Tevere

Maestoso, suggestivo, romantico: pochi aggettivi non bastano a descrivere il Pons Aelius e l’emozione che chiunque decida di visitare Roma potrà provare attraversando Ponte Sant’Angelo; in definitiva uno dei più bei posti da visitare a Roma. Edificato nel 134 per volere dell’imperatore Adriano, Ponte Sant’Angelo viene costruito con l’intento di unire le due rive del fiume Tevere all’altezza dell’antico Mausoleo, oggi noto a tutti come Castel Sant’Angelo. Riedificato e ampliato nel tempo, il famoso ponte era meta di passaggio di pellegrini e popolani, teatro delle punizioni capitali di Roma. I corpi dei giustiziati, infatti, venivano esposti secondo tradizione proprio su Ponte Sant’Angelo. Decorato nel 1535 da Papa Clemente VII con le statue di San Pietro e San Paolo intenti a tenere tra le mani rispettivamente le chiavi del Paradiso e la spada, simboli del giudizio finale, Ponte Sant’Angelo fu impreziosito anche da Papa Clemente IX nel 1669. Il pontefice infatti affidò il progetto al Bernini e sistemò sul ponte di Castel Sant’Angelo dieci statue raffiguranti angeli che brandiscono gli oggetti simbolo della Passione di Cristo.

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Castel Sant’Angelo e dintorni: curiosità e leggende tutte da scoprire

Posto ricco di storia e teatro di antichi racconti, Castel Sant’Angelo è uno dei luoghi più suggestivi della Città Eterna. Specchiandosi nel Tevere che scorre lento sotto i ponti capitolini, il castello è tutt’oggi dimora di fantasmi e leggende tramandate di generazione in generazione da ogni romano che possa definirsi tale. Sapevate ad esempio dell’apparizione miracolosa dell’Arcangelo Michele a Castel Sant’Angelo? Avete mai sentito parlare del fantasma della giovane nobildonna Beatrice Cenci? Ecco quindi alcune delle più belle leggende capitoline ambientate nei pressi di Castel Sant’angelo.

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  • L’apparizione dell’Arcangelo Michele: L’Arcangelo Michele, simbolo di Castel Sant’Angelo e della sua storia, è protagonista di un antico racconto. Durante l’epidemia di peste sopraggiunta a Roma nel 590, l’angelo sarebbe apparso a Papa Gregorio I, proprio sopra Castel Sant’Angelo nell’atto di rinfoderare la sua spada come a dire “la peste è finita”. L’epidemia cessò e pare che tutt’oggi sia possibile osservare le impronte della creatura angelica sulla superficie in pietra sulla quale si palesò agli occhi del pontefice.
  • Le “teste” di Ponte Sant’Angelo: Dal 1500 in poi, Ponte Sant’Angelo di Roma fu luogo di “esposizione” di condannati a morte. In quell’anno ben 18 uomini furono impiccati e collocati, nove su ogni lato, sul ponte. Questa macabra tradizione capitolina proseguì negli anni, dando vita al famoso detto popolare:

    Ce so’ più teste mozze su le spallette, che meloni al mercato.

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  • Il boia Mastro Titta: personaggio tra i più famosi del centro storico capitolino, Mastro Titta era il boia di Roma. “Maestro di giustizie“, Giambattista Bugatti portò a termine ben 516 esecuzioni capitali tra il 1796 e il 1864 nello Stato Pontificio. Ombrellaio di professione e notissimo carnefice, l’uomo pare vivesse in Via del Campanile 4, nel Rione Borgo, vicinissimo a Ponte Sant’Angelo. A lui sono legate molte dicerie e leggende, e un famoso detto popolare:

    Boia nun passa ponte.

    Ai boia infatti era severamente vietato entrare nella città, fatta eccezione per i giorni in cui doveva avvenire un’esecuzione. Quando si pronunciavano le nefaste parole: “Mastro Titta passa ponte“, infatti, significava che entro il tramonto la testa di un condannato a morte sarebbe rotolata in un paniere a Castel Sant’Angelo.

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  • Castel Sant’Angelo nell’arte: Se volete visitare Roma e Castel Sant’Angelo non potete non sapere che in questo splendido luogo Puccini ambientò l’ultimo atto della sua Tosca, successivamente rieditata anche in versione cinematografica. Successivamente Castel Sant’Angelo di Roma fu set del film Senso (1954) di Luchino Visconti e parte dell’ambientazione del best seller di Dan Brown “Angeli e demoni”. Infine, strano ma vero, Castel Sant’Angelo è divenuto protagonista, insieme alle bellezze del centro storico di Roma, anche del famosissimo videogioco Assassin’s Creed.
  • Il fantasma di Beatrice Cenci: Si perde nella notte dei tempi la storia di Beatrice Cenci, nobildonna di epoca tardo-rinascimentale oggi considerata uno dei fantasmi più famosi di Roma e di Castel Sant’Angelo. La giovane, costretta a subire i soprusi e la violenza del padre, avrebbe pianificato assieme a dei complici il suo assassinio. Accusata, torturata e in fine condannata a morte, la ragazza subì la pena capitale l’11 settembre del 1599. Successivamente, durante l’occupazione francese, per la precisione nel 1798, la tomba della giovane fu profanata da alcuni soldati e le sue spoglie non furono più rinvenute. Da quel giorno, ogni anno, nella notte tra il 10 e l’11 settembre, il fantasma della fanciulla è solito camminare su Ponte Sant’Angelo tenendo tra sue mani la propria testa mozzata.
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Visitare Roma e Castel Sant’Angelo: cosa ne pensano i turisti

Se quel che avete letto fino ad ora ha stuzzicato la vostra fantasia, dovete senza dubbio provare la magica esperienza di una passeggiata su Ponte Sant’Angelo al tramonto. Incastonato nel cuore del centro storico di Roma, vicinissimo a Campo de’ Fiori, Piazza Navona e al Pantheon, Castel Sant’Angelo è infatti uno dei monumenti più gettonati della Capitale. Se non state più nella pelle e non vedete l’ora di fare il vostro ingresso a Castel Sant’Angelo (muniti di biglietto prenotato con anticipo!) forse potranno essere di vostro gradimento alcuni suggerimenti; opinioni degli utenti della Rete che prima di voi hanno organizzato passeggiate e visite a Castel Sant’Angelo. Abbiamo selezionato per voi alcune recensioni di turisti e viaggiatori; pareri spassionati che sapranno darvi consigli preziosi per organizzare un itinerario alla scoperta di Castel Sant’Angelo e che potrete consultare per intero sulla pagina Tripadvisor dedicata al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e alla sua storia ricca di misteri e fascino.

C’è chi è rimasto ammaliato dalla terrazza panoramica di Castel Sant’Angelo e dalla vista mozzafiato su Roma, senza disdegnare i fasti delle stanze papali.
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E chi ha elogiato la qualità delle visite guidate di Castel Sant’Angelo che ogni giorno vengono scelte da moltissimi turisti per scoprire ogni dettaglio e segreto del Mausoleo di Adriano.

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Organizzare una visita a Castel Sant’Angelo: itinerari, prezzi e suggerimenti

Collocato in Lungotevere Castello 50, Castel Sant’Angelo è uno dei punti di ritrovo più apprezzati dai romani che sono soliti darsi appuntamento ai piedi delle alte mura per poi percorrere i ponti e le vie lungo il Tevere o addentrarsi nei vicoli del centro storico nel chiacchiericcio delle tipiche trattorie locali. E a proposito di cibo: quale migliore occasione per gustare le prelibatezze della Fraschetta di Castel Sant’Angelo? Roma da vedere, quindi ma anche da gustare! Questo e tanti altri pittoreschi localini infatti sapranno coccolare il vostro palato con la cucina tipica romana. Come per ogni meta del centro capitolino, anche Castel Sant’Angelo offre il meglio a chiunque decida di raggiungerlo a piedi, godendosi gli scorci suggestivi del Tevere che scorre lento sotto i suoi ponti in peperino e travertino. Sul Lungotevere, nei pressi della fortezza, è tuttavia possibile trovare numerose aree di parcheggio a pagamento, ma attenzione a non entrare con l’auto nelle ZTL che costellano il centro storico! Suggeriamo ai nostri lettori desiderosi di vedere Roma e i suoi monumenti di monitorare le condizioni del traffico capitolino sul sito dell’ATAC che consentirà inoltre di calcolare il percorso più veloce e intuitivo per raggiungere Ponte Sant’Angelo e il Mausoleo Adrianeo.

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  • In aereo e in treno: Dall’aeroporto di Roma Leonardo Da Vinci potrete spostarvi in auto verso il centro storico o, in alternativa, sfruttare il servizio ferroviario Leonardo Express per la Stazione Termini. Da qui potrete raggiungere Castel Sant’Angelo prendendo un autobus (64 0 40 in direzione centro per poi scendere alla fermata Santo Spirito), oppure la metropolita linea A (e scendere alle fermate Lepanto oppure Ottaviano).
  • In autobus e in metropolitana: Se passeggiare non fa al caso vostro, potrete raggiungere Castel Sant’Angelo grazie a una delle tante linee di mezzi pubblici di superficie o in metropolitana. Avete ampia scelta e potrete prendere la linea 40 (con capolinea a Piazza Pia), la linea 34 (con fermata in via di Porta Castello), le linee 49, 87, 926 e 990 (con capolinea a Piazza Cavour e fermata in via Crescenzio),le linee 64 o 46 (con fermata a Santo Spirito) e le linee 62, 23, 271, 982, 280 (con fermata a Piazza Pia). Se invece preferite godervi una passeggiata nei pressi di Ponte Sant’Angelo prima di fare il vostro ingresso al castello, potrete raggiungere Castel Sant’Angelo in metro, salendo sulla linea A e scendendo alla fermata Lepanto oppure Ottaviano, per poi proseguire a piedi attraversando i Rioni Prati e Borgo.

Per entrare a Castel Sant’Angelo il biglietto ha un costo di 12,00 € (intero) e 2,00 € (tariffa scontata). Per le visite a Castel Sant’Angelo al momento valgono le agevolazioni previste per l’ingresso ai luoghi di cultura dell’intera Penisola, consultabili sul sito del MiBACT, mentre attualmente restano sospese le aperture gratuite della prima domenica del mese. Ricordiamo poi ai nostri lettori che il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo fa parte del circuito Roma Pass e che è consigliabile, specialmente in questo delicato periodo di restrizioni e ingressi contingentati legati alla pandemia da Covid-19, prenotare i biglietti con anticipo o acquistarli direttamente online.

Sarà possibile entrare a Castel Sant’Angelo:

  • Dal martedì alla domenica.
  • Dalle ore 9:00 alle ore 19:30 (ultimo ingresso alle ore 18:30)
  • Acquisto anticipato del biglietto obbligatorio nei giorni festivi e nel weekend.
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