Il Colosseo: alla scoperta dell’Anfiteatro Flavio tra gladiatori, battaglie navali e leggende

Edificato a partire dal 70 d.C. e collocato tra il Palatino, l’Esquilino e il Celio, il Colosseo fu voluto dalla dinastia dei Flavi che riuscì a donare all’Urbe quello che col tempo sarebbe diventato il più grande degli anfiteatri. Il mondo sotterraneo dell’Anfiteatro Flavio, con le sue vie ipogee e i suoi labirinti, saprà narrarvi le vicende della Roma antica attraverso gli occhi di gladiatori, imperatori, belve feroci e plebei, trascinandovi al cospetto di strabilianti battaglie navali e avventurosi giochi di caccia. Tappa obbligata per chiunque decida di visitare Roma, il Colosseo è un luogo leggendario e ricco di fascino, capace di simboleggiare, in tutta la sua maestosità e bellezza, l’intera storia della Città Eterna.

Il Colosseo a Roma, viaggio alla scoperta del simbolo della città eterna

Ecco un monumento che sarà più famoso di ogni altra opera umana”, con queste parole il celebre poeta latino Marco Valerio Marziale definiva il Colosseo, simbolo della città di Roma conosciuto in tutto il mondo, annoverato tra i luoghi Patrimonio dell’umanità Unesco insieme all’intero centro storico della Capitale ed entrato a far parte, nel 2007, delle Sette meraviglie del mondo moderno. Considerato uno dei monumenti più amati e visitati d’Italia, l’Anfiteatro Flavio o Colosseo di Roma fu costruito dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano tra il 70 e l’81 d.C. in quello che oggi è il cuore pulsante della città. Divenuto celebre per la sua storia fatta di lotte tra gladiatori, strabilianti naumachie (rappresentazioni di battaglie navali) e manifestazioni pubbliche, il Colosseo romano è ad oggi il più grande anfiteatro del mondo. Benché gran parte della struttura interna abbia ceduto e manchino il piano dell’arena e le gradinate, entrare nel Colosseo oggi, attraversando gli ambulacri che vanno a formare la struttura su cui si posa la cavea, ci consente di respirare l’atmosfera carica di mistero e bellezza che rende il Colosseo la seconda meta più visitata dell’Urbe dopo il Pantheon. L’Anfiteatro Flavio – Colosseo deve la sua fama anche alla strabiliante architettura che lo caratterizza. Basti pensare che al suo interno, proprio come uno degli stadi che siamo abituati a frequentare al giorno d’oggi, poteva accogliere oltre 50 mila persone (80 mila contando i posti in piedi).

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La storia del Colosseo: tutto quello che c’è da sapere sull’antico teatro

Mentre i lavori per la costruzione del Colosseo ebbero inizio tra il 70 e il 71 d.C. con il comando dell’Imperatore Tito Flavio Vespasiano, dopo la morte di Nerone (68 d.C.), il Colosseo fu inaugurato solo nell’80 d.C. da Tito, figlio di Vespasiano, ed era chiamato dagli antichi romani Anphitheatrum Flavlum. L’edificazione di questa grande opera impiegò 9 anni di lavori e, secondo le fonti, fu portata a termine grazie a quanto ricavato in seguito al saccheggio del tempio santo di Gerusalemme, avvenuto nel 70 d.C. per mano delle legioni di Tito. Costruito dove un tempo sorgeva la Domus Aurea, residenza di Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, il Colosseo fu fortemente voluto da Vespasiano che, desideroso di riconsegnare ai romani gli spazi occupati da Nerone, ordinò la distruzione della Domus, fece drenare le acque del piccolo lago lì presente, demolì gli edifici circostanti e diede il via al cantiere del Colosseo.

Dopo la morte di Vespasiano, avvenuta il 23 giugno del 79 d.C., il figlio Tito Flavio Cesare Vespasiano Augusto prese in mano i lavori del Colosseo, facendo costruire il terzo e quarto ordine di posti e inaugurando il monumento nell’80 d.C. L’imperatore, durante questa importante occasione, donò al popolo ben cento giorni di festeggiamenti organizzati con una naumachia, lotte tra gladiatori, esecuzioni capitali e spettacoli venatori. Dopo la morte di Tito, avvenuta nell’81 d.C., sarà in fine Domiziano, ultimo imperatore della dinastia flavia, a portare a termine i lavori cominciati con Vespasiano modificando l’ipogeo e ultimando la Meta Sudans.

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Vessato nel corso degli anni da terremoti, incendi e dalla mano dell’uomo, il Colosseo subì numerosi danni e rifacimenti. Nel 217 d.C. la struttura superiore dell’Anfiteatro Flavio andò distrutta a causa di un incendio e il Colosseo di Roma fu riaperto solo nel 222, dopo la ristrutturazione portata a termine da Eliogabalo e da Alessandro Severo. Successivamente, per la precisione nel 250 e nel 320 d.C., altri incendi colpirono il Colosseo e ad essi seguirono ulteriori rifacimenti per mano di Costantino e di Re Odoacre, primo re barbaro di Roma, tra il 476 e il 483 d.C. In seguito alla caduta dell’Impero Romano, un terremoto colpì il maestoso anfiteatro e, dopo gli ultimi lavori di ricostruzione, il monumento fu definitivamente abbandonato.
Divenuto, nel VI secolo, prima vasta area di sepoltura poi abitazione, tra il VI e il VII secolo il Colosseo vide sorgere al suo interno una cappella oggi denominata Chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo. Successivamente adibito a cava dalla quale veniva sottratto materiale edilizio, nell’Alto Medioevo il Colosseo di Roma divenne fortezza dei Frangipane e degli Annibaldi. Durante il XV e XVI secolo il prezioso travertino dell’Anfiteatro Flavio fu impiegato per nuovi cantieri e molto materiale fu utilizzato per la costruzione di Palazzo Barberini e del Porto di Ripetta.

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Col Giubileo del 1675, il Colosseo di Roma cominciò ad assumere il ruolo di luogo sacro in riferimento ai tanti martiri cristiani che, secondo alcune tradizioni, sarebbero stati condannati proprio tra le mura dell’Anfiteatro Flavio. Nel 1744 Papa Benedetto XIV ordinò, tramite un editto, che cessassero le spoliazioni del monumento e qui fece allestire quindici edicole raffiguranti le varie tappe della Via Crucis. Nel 1749 il Colosseo era divenuto una vera e propria chiesa consacrata. Cava di travertino prima, abitazione e luogo di culto poi, il Colosseo non era più stabile e subì, durante tutto il 1800, importanti lavori di restauro. Protagonista di due grandi scavi, di Carlo Fea nel 1811 e di Pietro Rosa nel 1874, nel 1807 il cantiere fu affidato a Raffaele Stern che, tra le altre cose, si occupò di “puntellare” le parti di facciata sopravvissute con uno sperone in laterizio. Tra il 1823 e il 1827 invece Luigi Maria Valadier poté dedicarsi al recupero dell’anello perimetrale sul lato dei Fori e alla riedificazione delle strutture crollate, procedendo con l’allestimento di aggiunte in mattoni e in travertino per le basi e i capitelli, ricreati in modo identico agli originali.

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Durante gli anni 30 del 1800 i lavori del Colosseo furono diretti da Gaspare Salvi e da Luigi Canina che assicurarono la vecchia struttura insieme alla la nuova, produssero nuovi archi, riempirono con travertino e laterizio i muri radiali e stabilizzarono la struttura grazie all’utilizzo di tiranti in ferro. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 fu in fine costruito un sostegno per la parte strapiombante del lato nord che affaccia su quella che oggi è Via degli Annibaldi.
I resti della Meta Sudans e della base del Colosso di Nerone furono definitivamente demoliti tra il 1933 e il 1936, durante i lavori per la costruzione di Via dell’Impero, fortemente voluta da Mussolini e oggi nota a tutti col nome di Via dei Fori Imperiali. Nel 1938 invece tutte le strutture sotterranee dell’arena vennero scavate e riedificate.
Oggi l’Anfiteatro Flavio (o Colosseo) a Roma è di fatto una testimonianza chiara e concreta dei tanti interventi umani volti a ripristinare e celebrare gli antichi fasti dell’Urbe e, visitabile anche all’interno, consente ogni giorno a moltissimi visitatori di ripercorrere i passi della storia della Roma Antica.

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Visitare il Colosseo: la struttura analizzata punto per punto

La struttura originaria del Colosseo era composta da una grande platea di fondazione spessa ben 13 metri e di forma ellittica. Qui venne scavata una serie di canali per consentire il deflusso della pioggia. Una volta terminata la costruzione dell’intera struttura si interrò la zona circostante fino ad arrivare all’attuale livello della piazza, successivamente lastricata. Le tavole della grandissima arena si posavano su una serie di pareti parallele all’interno delle quali furono sistemati speciali montacarichi impiegati per il trasporto di animali feroci e gladiatori.

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Ma quanto è alto il Colosseo? Come funzionava il coreografico velarium? Quanto la storia del Colosseo ha influito sull’impianto strutturale dello stesso? Vediamo quindi nel dettaglio l’anatomia di questo strabiliante monumento, simbolo di Roma Caput Mundi e prezioso testimone dei fasti dell’Antica Roma.

  • La struttura: la struttura del Colosseo è composta da massicci blocchi di travertino (larghi 2.70 metri) e ben 300 tonnellate di ferro. I pilastri erano tenuti uniti tra loro da perni, mentre il materiale proveniva direttamente dalla cava di Tivoli, raggiunta dalle maestranze che lavorarono al cantiere del Colosseo grazie a una strada lunga ben 30 km, costruita per l’occasione insieme a un cantiere adibito alla lavorazione del travertino.
    Architettonicamente parlando, il Colosseo è un’ellisse di 188 per 156 metri, con una circonferenza totale di 527 metri e un’altezza di 50 metri circa. Composto da tre anelli concentrici (in orizzontale) e quattro ordini di arcate e mura (in verticale), il grande anfiteatro è dotato di così tante volte e arcate per via della sua mastodontica mole; questa soluzione strutturale infatti avrebbe reso più stabile l’edificio, alleggerendolo.
  • Le fondamenta: prima di poter costruire, a Roma, il Colosseo, fu necessario preparare il terreno d’appoggio per questo mastodontico monumento. Il suolo fu drenato attraverso un complesso sistema di canali e pompe mentre sul fondo, ricoperto di argilla azzurra pressoché impermeabile, furono gettati calcestruzzo e leucitite. A questo punto, nella fossa profonda 6 metri e mezzo e larga 62, fu collocato il tufo su cui poi venne adagiata una grande pedana di blocchi di travertino.
  • L’esterno: la facciata esterna del Colosseo di Roma, alta ben 48.50 metri, si sviluppa su quattro ordini. I tre ordini inferiori, dotati di 80 arcate sorrette da pilastri, hanno semicolonne e lesene che presentano capitelli dorici nel primo livello, ionici nel secondo livello e corinzi nel terzo. Nelle arcate, un tempo, erano sistemate 80 statue in bronzo dorato che splendevano vistose in contrasto con il bianco travertino. Il quarto e ultimo ordine, composto da 80 riquadri a loro volta divisi da lesene corinzie e 40 piccole finestre, era decorato con scudi di bronzo dorato.
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  • L’interno: Dalle tante foto del Colosseo di Roma è possibile notare che la struttura dell’Anfiteatro Flavio fosse suddivisa in “settori”, proprio come un moderno stadio. Al pubblico era consentito raggiungere il proprio posto sugli spalti entrando dalle 74 arcate del Colosseo. Da qui si giungeva a un sistema di scale e corridoi, coperti con volte stuccate e decorati con marmi, che indirizzavano ai vari settori. Di queste 74 arcate, 12 erano dedicate all’ingresso dei Senatori, che si posizionavano nell’anello più interno utilizzando una scala che conduceva nel settore inferiore della cavea. Gli ingressi del primo ordine erano contrassegnati da numeri incisi sulle arcate e corrispondenti alla relativa numerazione dei “biglietti“, mentre i gladiatori facevano il loro ingresso nel Colosseo attraverso le entrate posizionate lungo gli assi principali della struttura. I posti migliori e gli ingressi principali erano destinati agli spettatori di ceto sociale superiore, mentre l’imperatore, ovviamente, disponeva di un palco tutto suo collegato con l’esterno attraverso un criptoportico.
  • La cavea: Suddivisa in gradinate, la cavea in marmo era divisa in cinque settori orizzontali pensati per ospitare diverse categorie di pubblico. Gli spettatori romani però, è bene ricordarlo, non pagavano il prezzo del biglietto, mentre alle personalità di spicco era concesso prenotare i posti migliori tramite uno speciale tesseramento. Posizionati alle estremità dell’asse minore della struttura, vi erano due palchi. In uno si accomodavano l’imperatore, i consoli e le vestali, nell’altro il prefetto e altri importanti personaggi dell’Impero. Il settore più in basso, dedicato ai senatori e al loro entourage, aveva gradinate dotate di morbidi cuscini e posti riservati. Abbracciati dal portico con colonnato in marmo che copriva la cavea vi erano poi il maenianum primum, composto da 20 gradini in marmo, il maenianum secundum, composto da 16 gradini in marmo, e il maenanium tertium, fatto di 16 gradini di legno. Le donne si collocavano in alto, lontano dall’arena, sui gradini sotto il colonnato, mentre sul terrazzo sovrastante il colonnato prendeva posto la plebe che poteva usufruire solamente di posti in piedi.
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  • Il Velarium: Complesso sistema ingegneristico affidato alle sapienti mani dei marinai della base navale di Miseno, quello del Velarium era un vero e proprio punto di forza del Colosseo a Roma. Molto sponsorizzato e amatissimo dal pubblico, questo grandissimo tendone composto di teli e spicchi di stoffa serviva a coprire gli spalti per riparare il pubblico dagli agenti atmosferici e creare, grazie al suo foro centrale, una corrente d’aria in grado di refrigerare l’ambiente nelle torride giornate d’estate. Funzionante grazie a un complesso sistema di funi e pali fissati a ceppi collocati all’esterno dell’Anfiteatro Flavio, il Velarium veniva “manovrato” attraverso un ingegnoso sistema di carrucole e argani.
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  • L’arena: Di forma ellittica, l’arena del Colosseo misurava 86 metri per 54 e presentava una pavimentazione di legno e muratura ricoperta di sabbia (rigenerata dopo ogni spettacolo grazie all’utilizzo di grandi montacarichi). Lungo il perimetro dell’arena vi erano spazi voltati che servivano per ospitare le bestie feroci, i gladiatori che attendevano il loro turno per la lotta e le ampie scenografie dei vari spettacoli. Ai lati e sotto l’arena, un complesso sistema di corridoi che andava a costituire il “dietro le quinte” del Colosseo.
  • I sotterranei: Edificati sotto il regno di Domiziano, i sotterranei del Colosseo, tutt’oggi visitabili, ospitavano gli 80 montacarichi che servivano a “portare in scena” la sabbia e gli animali. Attraverso elevatori, piattaforme rotanti e ancestrali ascensori, gli spostamenti di scenografie e macchinari erano davvero rapidi e funzionali. Il corridoio collocato sull’asse principale dell’ellisse dell’arena culminava in due gallerie che penetravano l’anima e le fondamenta dal Colosseo. La galleria collocata a est univa il Colosseo al Ludus Magnus, caserma e palestra dei gladiatori, mentre la seconda galleria era adibita a luogo di costruzione e allestimento delle scenografie. Proprio come in uno stadio dei giorni nostri, anche negli anni del Colosseo vi erano ingressi separati: per gli animali, per i gladiatori, per gli inservienti e per il pubblico che, incredibile a dirsi, poteva lasciare il Colosseo in pochissimi minuti grazie a 80 strategiche uscite. Vi era infine un passaggio sotterraneo di sola uscita, chiamato Porta Libitinaria, adibito al transito dei gladiatori che avevano perso la vita durante la lotta.
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A seguire, un interessante video che vi consentirà di osservare da vicino la struttura del Colosseo e le tante attività che un tempo si svolgevano nell’antica arena e nei suoi sotterranei.

Il Museo del Colosseo: i giochi dell’arena

Luogo capace di rievocare, a distanza di secoli, il potere e la maestosità della Roma antica, il Colosseo è quindi senza dubbio uno dei più bei luoghi da visitare a Roma. Passeggiando lungo la splendida Via dei Fori Imperiali, area archeologica assai apprezzata in Italia, ben presto vi troverete al cospetto di uno dei più preziosi tesori di Roma: il Colosseo. Inserito nell’ampio contesto del Parco Archeologico del Colosseo, l’Anfiteatro Flavio dispone anche di un vasto museo, collocato al secondo livello dell’antica struttura. Il ricco percorso espositivo offre ai visitatori moltissime opere rilevate all’interno del Colosseo e durante i suoi scavi, preziose ricostruzioni capaci di spingere l’osservatore a rivivere quella che un tempo era la quotidianità dell’antica arena e moltissimi reperti tra cui capitelli, parte della decorazione architettonica marmorea del Colosseo, numerose opere scultoree, graffiti, mosaici e rilievi.

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Oltre a ripercorrere, passo dopo passo, la storia dell’anfiteatro, il Museo del Colosseo offre particolare rilievo ai tanti graffiti raffiguranti scene di combattimento tra gladiatori, ai giochi che si svolgevano nell’arena e soprattutto alle abitudini del pubblico che era solito affollare le gradinate del Colosseo di Roma.

  • Gli spettatori dell’Anfiteatro Flavio: Conservati nelle numerose teche del Museo dell’Anfiteatro Flavio, potrete osservare molti oggetti che il pubblico era solito portare con sé e smarrire nella concitazione del momento: giochi di società con tanto di pedine, dadi e tabulae lusoriae, cibo e utensili per consumarlo, stuzzicadenti, pettini, spilloni, aghi in osso per cucire e addirittura accessori per sistemare il trucco. Alla fine di ogni spettacolo, le gradinate venivano pulite e tutti questi oggetti perduti andavano a finire nelle fogne che ce li hanno riconsegnati offrendoci una testimonianza storica e antropologica d’inestimabile valore.
  • I graffiti del Colosseo: Incisi su grandi blocchi di marmo o lastre, i graffiti che potrete ammirare al Museo del Colosseo sono stati rinvenuti per la maggior parte sulle gradinate della cavea. Gli spettatori dei giochi gladiatori infatti, in attesa che iniziasse l’esibizione successiva, erano soliti “scarabocchiare” il rivestimento in marmo delle gradinate. Questi preziosissimi reperti, belli da vedere e utili ai fini dello studio delle lotte tra gladiatori e delle abitudini del tempo, raffigurano venationes (scene di caccia), munera (combattimenti) e, molto spesso, simboli di morte, vittoria o vere e proprie esclamazioni come “Feliciter!” (evviva!). Tante le categorie di lottatori e vastissima la strumentazione di cui questi ultimi erano provvisti; testimonianze preziose che sono giunte fino a noi anche grazie a questi antichi graffiti.

La visita al Museo del Colosseo è disponibile per chiunque effettui la prenotazione online. Vi invitiamo quindi a consultare la pagina ufficiale del polo museale per procedere alla prenotazione e scoprire tutti i dettagli su ciò che potrete ammirare nel vostro percorso alla scoperta del Colosseo a Roma.

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Colosseo: imperdibili curiosità sull’Anfiteatro Flavio

Ora che conoscete l’anno di costruzione del Colosseo, la sua struttura e i tanti spettacoli che si svolgevano al suo interno, sarete forse curiosi di scoprire tutti quegli aneddoti che, parte della storia del Colosseo di Roma, la maggior parte delle persone non conosce.

  • Il nome: A qualche passo dal Colosseo pare vi fosse un vestibolo sul quale svettava il Colosso di Nerone. E proprio alla statua di bronzo alta oltre trenta metri e realizzata tra il 64 e il 68 d.C. dallo scultore Zenodoro, successivamente modificata per rappresentare il dio del sole Sol, si dovrebbe il nome del Colosseo. Secondo altre tradizioni, il nome Colosseo deriverebbe dalla sua posizione. Il Colosseo romano si troverebbe infatti su un colle dove un tempo vi era un tempio dedicato a Iside, ed ecco quindi il latino: “Collis Isei“. Secondo una terza misteriosa leggenda, il Colosseo di Roma sarebbe stato in antichità un tempio pagano dove si praticava l’adorazione del demonio. Secondo questa tradizione, durante questi spaventosi riti i sacerdoti erano soliti chiedere agli accoliti: “Colis Eum?” ossia “Adori lui?”.
  • I “buchi” del Colosseo: I tanti fori visibili tutt’oggi sull’intera struttura del Colosseo sono stati causati in epoca Medievale dall’estrazione dei grandi perni di metallo che servivano per tenere uniti i blocchi di travertino che rivestivano il Colosseo di Roma.

  • L’architetto del Colosseo a Roma: Secondo un’antica leggenda, l’architetto del Colosseo di Roma sarebbe stato un certo Gaudentius. Il “padre” del Colosseo, secondo la tradizione, sarebbe morto proprio all’interno del grande anfiteatro che aveva progettato, nell’83 o nel 93 d.C.
  • Le piante del Colosseo: Secondo gli esperti, nel corso dei secoli oltre 350 tipi di piante (esotiche e non) sarebbero nate tra le rovine del Colosseo. Queste sarebbero state trasportate e involontariamente depositate dai piedi dei prigionieri e dalle zampe degli animali che arrivavano da terre lontane. Altri pareri attribuiscono al particolare microclima della zona questa rigogliosa crescita vegetale.
  • La leggenda dei martiri cristiani: Sebbene tra le mura del Colosseo siano morti 500 mila uomini tra lottatori e prigionieri di guerra e un milione di animali, per gli storici resta infondata la teoria secondo la quale nell’Anfiteatro Flavio sarebbero stati sacrificati i martiri cristiani.
  • L’abolizione dei giochi gladiatori: Sebbene anche Costantino abbia tentato di mettere fine all’attività gladiatoria , gli spettacoli cessarono di esistere solo nel 404 in seguito a un terribile incidente nel quale perse la vita il monaco greco Almacchio, precipitatosi nell’arena in segno di protesta contro queste attività che giudicava barbare e violente.
  • Le naumachie: All’interno del Colosseo si svolgevano le naumachie, simulazioni di battaglie navali durante le quali l’arena veniva riempita d’acqua offrendo al suo pubblico uno spettacolo strabiliante. Non è ancora chiaro se questo tipo di manifestazioni si sia verificato solo in occasione dell’inaugurazione del Colosseo romano o anche successivamente.
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Colosseo di Roma: il parere dei turisti

I Musei Vaticani, la Cappella Sistina, Piazza Navona, Castel Sant’Angelo, Galleria Borghese. E ancora i tanti circuiti archeologici della città, le chiese, le piazze, i parchi, insomma i posti da visitare a Roma sono davvero molti e per tutti i gusti. C’è un monumento, però, che da anni svetta tra le classifiche dei siti turistici più amati e visitati della capitale: il Colosseo. Considerato da chiunque abbia avuto la fortuna di organizzare una vacanza nell’Urbe una tra le cose principali da vedere a Roma, l’Anfiteatro Flavio accoglie ogni anno milioni di visitatori e residenti desiderosi di passeggiare tra le rovine del prezioso sito archeologico. Stai stilando una lista delle più belle cose da vedere a Roma e non sai da dove cominciare? Vorresti conoscere il parere dei turisti che, prima di te, hanno visitato il Colosseo e Roma? Qui di seguito troverai alcune recensioni redatte dagli utenti della rete; opinioni che potranno aiutarti a organizzare al meglio il tuo viaggio nella Capitale e che potrai leggere per intero consultando la pagina dedicata su Tripadvisor.

Visitare Roma senza vedere il Colosseo è una vera e propria eresia! Ecco cosa pensano i turisti, convinti che l’Anfiteatro Flavio sia un “must” per chiunque decida di assaporare la magia dell’Urbe.

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Splendido d’estate e d’inverno, alla luce del sole o di sera, il Colosseo è storia e, tra i monumenti da visitare a Roma, è forse quello che più ci consente di rivivere le atmosfere e la grandezza dell’antico Impero.

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Visitare Roma e il Colosseo: orari, prezzi e itinerari

Se le recensioni dei turisti sul Colosseo di Roma hanno catturato la vostra curiosità e siete pronti a visitare Roma e i suoi luoghi di interesse, forse vi sarà utile qualche indicazione per raggiungere il Colosseo e godervi una giornata all’insegna dei tesori del centro storico della Capitale. Le cose da vedere e fare a Roma sono molte, ma quel che è certo è che nessun turista potrà dirsi soddisfatto del suo viaggio nell’Urbe se non avrà conosciuto la storia del Colosseo attraverso una visita, guidata o in autonomia, tra le sue bellezze.

Il Colosseo si trova in piazza del Colosseo ed è raggiungibile con i mezzi pubblici, in auto o a piedi. Quel che però vi consigliamo, visto il traffico della Capitale, è di visitare Roma a piedi, godendo appieno delle sue meraviglie. Museo a cielo aperto e alla portata di tutti, il centro storico della città offre infatti spettacoli preziosi e scorci mozzafiato che solo attraverso una bella passeggiata potranno essere colti e ricordati per sempre.

  • In metro: potrete prendere la metropolitana, linea B o B1, e scendere alla fermata Colosseo.
  • In autobus: molte linee di autobus conducono all’Anfiteatro Flavio ( 51, 75, 81, 85, 87, 118) e i mezzi di superficie sopraindicati hanno fermate o capolinea presso la stazione ferroviaria di Roma Termini.
  • In tram: n.3
  • In auto: Il Colosseo, situato all’interno della ZTL di Roma, è raggiungibile in auto seguendo le tante indicazioni presenti in città ma vi consigliamo di prenotare con anticipo un posto in uno dei tanti parcheggi a pagamento della zona.

Accessibile in autonomia o attraverso tour guidati di vario tipo, il Colosseo sarà visitabile nei seguenti orari e giorni di apertura:

  • Dal 1 giugno al 31 agosto: 10.30 – 19.15
  • Dal 1 settembre al 30 settembre: 10.30 – 19.00
  • Dal 1 ottobre al 24 ottobre: 09.30 – 18.30
  • Dal dal 25 ottobre al 31 dicembre: 09.30 – 16.30
  • Chiusura: 1 gennaio e 25 dicembre

Ricordiamo inoltre che l’ultimo ingresso al Colosseo è consentito un’ora prima della chiusura, momento in cui chiude anche la biglietteria.

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Vediamo ora le tipologie e il costo dei biglietti (che vi consigliamo caldamente di prenotare online per evitare lunghe file) per visitare il Colosseo a Roma e il Parco Archeologico del Colosseo.

  • 24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino
    Intero: € 16,00
    Ridotto: € 2,00
    Questo tipo di ingresso, valido un giorno intero, consentirà ai visitatori un solo accesso al I e II ordine del Colosseo, senza poter quindi giungere al piano dell’arena. Sarà invece compreso nel prezzo un accesso alla zona archeologica del Foro Romano-Palatino e alle eventuali mostre in corso.
  • Full Experience (con Arena oppure Sotterranei)
    Intero: € 22,00
    Ridotto: € 2,00
    Questo tipo di biglietto ordinario consente di accedere al I o II ordine del Colosseo, in un luogo a scelta tra l’arena e i sotterranei, al Foro Romano e Palatino e ai 4 siti (Santa Maria Antiqua, Rampa Domizianea, Museo Palatino – primo piano, esterni e studiolo della Casa di Augusto). Prevedendo una visita lunga e impegnativa, il biglietto è valido per due giorni consecutivi e contempla un solo accesso al Colosseo e alla relativa area archeologica.

 

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Vi consigliamo infine, per conoscere nel dettaglio tutte le offerte, le riduzioni e le tante agevolazioni, di consultare le pagine ufficiali di Archeoroma e del Parco Archeologico del Colosseo. A causa delle recenti restrizioni legate alla pandemia da Coronavirus, inoltre, molti tour ed eventi espositivi organizzati all’interno del Colosseo sono momentaneamente sospesi ma vi invitiamo a partecipare a uno dei tanti percorsi virtuali online organizzati, tramite App o navigazione in rete, dal sito ufficiale del Parco del Colosseo.

Attenzione ai biglietti salta fila!
Ai nostri lettori segnaliamo che, sia in rete che nei pressi dell’ingresso del Colosseo, sarà possibile incappare in ingannevoli “offerte salta fila” che in realtà altro non sono che biglietti ordinari venduti a prezzo maggiorato. Vi suggeriamo quindi di prenotare i vostri biglietti sui siti officiali sopraindicati, usufruendo dei vantaggiosi pacchetti che vi offriranno il prezioso supporto di una guida certificata.

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