Il Pantheon: un viaggio alla scoperta del più bel tempio della Città Eterna

“Il più bel resto dell’antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i Romani”, con queste parole Stendhal, nel suo libro “Passeggiate romane”, omaggia la maestosità e il fascino del Pantheon di Roma, monumento tra i più rappresentativi dell’estro artistico e delle capacità architettoniche dei romani. Considerato da visitatori e residenti uno dei più bei luoghi da visitare a Roma, il Pantheon si aggiudica il tiolo di meta turistica più visitata della Capitale ed è tutt’oggi una preziosa testimonianza artistica, simbolo imperituro di armonia, stabilità e bellezza incastonato nel cuore del centro storico della città.

Il Pantheon: un capolavoro di rara bellezza della Roma Imperiale

Collocato nel cuore del Rione Pigna, nel centro storico della città di Roma, il Pantheon fu commissionato da Marco Vispanio Agrippa, uomo politico, militare, architetto romano e genero di Augusto, nel 27 a.C. Maestoso e dalla struttura architettonica particolare, questo splendido edificio deve il suo nome al greco ΠάνθεονPantheon il cui significato è appunto tempio (ἱερόν) “di tutti gli dèi”. Dedicato alle divinità passate, presenti e future, il Pantheon venne completamente ricostruito sotto Adriano, dopo che due incendi, nell’80 e nel 110 d.C., avevano creato ingenti danni alla struttura di età augustea. Il Pantheon di Roma vanta una storia che affonda le proprie radici in tempi remoti; secondo un’antichissima leggenda infatti un primo Pantheon sarebbe stato edificato già nel settimo secolo a.C. nell’area del Campo Marzio. Caratterizzato da una struttura circolare, un grande frontone, una struttura centrale chiamata “rotonda” e uno splendido portico in colonne corinzie, il Pantheon è noto soprattutto per la sua tipica cupola emisferica e il suo oculus, unica fonte di luce del mastodontico edificio religioso. Con il suo record da 9 milioni di visitatori nel 2019, il Pantheon romano rappresenta la massima espressione dell’estro degli architetti romani e della magnificenza dell’Urbe ed è considerato senza dubbio uno dei più bei luoghi da visitare a Roma.

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Pantheon: la storia dell’antico edificio dal Pantheon di Agrippa al Pantheon adrianeo

Gli scavi effettuati verso la fine dell’Ottocento e le più recenti ricerche archeologiche risalenti agli anni Novanta rilevano, in merito alla costruzione del Pantheon, due livelli di fondamenta sovrapposte. La pavimentazione inferiore, collocata a circa 2 metri di profondità rispetto all’attuale base, risalirebbe al periodo augusteo, mentre il pavimento del Pantheon di Roma che possiamo osservare tutt’oggi sarebbe appunto stato costruito sotto l’imperatore Adriano. Mettendo da parte la tradizione popolare che farebbe partire la storia del Pantheon addirittura nel settimo secolo a.C., quel che sappiamo con certezza è che il primo cantiere dell’antico tempio fu affidato da Marco Vispanio Agrippa a Lucio Cocceio Aucto a partire dal 27 a.C. Pare che il Pantheon di Agrippa si trovasse su una vasta area di proprietà dello stesso console romano, per la precisione tra i Saepta Iulia e la basilica di Nettuno, e che il Pantheon e la suddetta basilica venissero utilizzati come luoghi sacri privati e non templi aperti a tutti.

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Molto probabilmente di dimensioni più piccole rispetto alla costruzione attuale, l’edificio era collocato su un piazzale lastricato ed era costituito da un podio, un portico decastilo e un massiccio portone bronzeo. Dai rilievi pare che l’edificio avesse pianta rettangolare e un’asse centrale sostanzialmente uguale a quella della sua versione più recente, mentre Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia” ci racconta di vistose decorazioni composte da capitelli in bronzo siracusano, cariatidi e complessi statuari. L’ingresso del Pantheon era collocato a nord, nel punto opposto rispetto all’entrata del Pantheon di Adriano, e di qui si accedeva a un’area circolare, del tutto similare a quella che tutt’oggi caratterizza il Pantheon di Roma, abbracciata da un muro in opus reticolatum, tecnica edilizia romana riconoscibile attraverso i tipici cubilia, blocchetti in pietra, utilizzati per ricoprire l’opus caementicium, “anima” del muro in malta e pietrisco. Questo tipo di rivestimento, usato per i perimetri dei monumenti funebri, e il pavimento in marmo pavonazzetto utilizzato per gli spazi chiusi, smentirebbero l’ipotesi che il Pantheon di Agrippa fosse provvisto di un colonnato.

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Devastato dalle fiamme dopo essere stato colpito da un fulmine nel 110 d.C., il Pantheon fu completamente ricostruito. In merito alla sua riedificazione esistono però tesi differenti. Secondo alcuni il tempio sarebbe stato restaurato a più riprese da Apollodoro su commissione di Traiano, distrutto e riedificato da Adriano. Anche negli “Scriptores Historia Augustea“, risalenti alla metà del IV secolo, possiamo leggere del restauro di Adriano, mentre ricerche recenti dimostrerebbero che il Pantheon di Roma sarebbe stato riedificato per intero da Traiano e portato a termine da Adriano, suo successore. L’apertura del Pantheon avvenne probabilmente tra il 125 e il 128 d.C., anni in cui Adriano si trovava appunto nell’Urbe. In fase di costruzione non si prese minimamente in considerazione la struttura progettata da Agrippa, tanto che l’orientamento dell’edificio religioso fu rovesciato di ben 180 gradi e, davanti al tempio, fu costruita una vasta piazza dotata di porticato. La struttura del Pantheon di Adriano quindi fu completamente rivisitata: le colonne del pronao furono accorciate, l’affaccio fu trasferito verso nord. Lasciato in completo stato di abbandono sotto gli imperatori cristiani, poi devastato dai saccheggi dei barbari, il Pantheon fu dato in dono a Papa Bonifacio IV dall’imperatore bizantino Foca nel 609 d.C. Il pontefice trasformò quindi l’antico tempio pagano in una chiesa, consacrandola a Santa Maria ad Martyres.

A seguire un interessante video sulla storia del Pantheon e sulla sua realizzazione architettonica.

Visitare il Pantheon: la struttura del tempio romano più conosciuto al mondo

Considerato uno dei monumenti più belli da vedere a Roma, il Pantheon è senza dubbio l’attrazione turistica più gettonata e fotografata della Capitale! Apprezzato soprattutto per le linee armoniose della sua struttura architettonica e per la sua mastodontica cupola, ad oggi una delle cupole più grandi al mondo, il Pantheon di Roma è costituito fondamentalmente da tre elementi architettonici: un pronao ottastilo, un avancorpo pensato con lo scopo di unire il pronao all’interno dell’edificio, un’area interna di forma circolare formata a sua volta da una rotonda esterna, una rotonda interna e una cupola a emisfera. Alto in tutto 45,6 metri e largo 54,5 , il Pantheon ha una struttura circolare legata a un vasto portico, composto da colonne corinzie, che sorregge il frontone.

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  • Le fondamenta: Assai danneggiate nel corso del tempo soprattutto a causa del terreno paludoso sul quale fu edificato il Pantheon, le fondazioni dell’edificio religioso presentano una struttura a trincea e hanno circa 7 metri di spessore, 4,5 metri di profondità e 40,30 metri di diametro. Per sostenere l’intera struttura del Pantheon e fortificare le fondamenta, fu allestito un anello di rinforzo che, insieme ad altri elementi architettonici e all’avancorpo frontale contribuirono a conferire al Pantheon e alla sua cupola stabilità.
  • Il pronao: Il pronao ottastilo di stampo greco del Pantheon, composto da 16 colonne corinzie, misura nel complesso 34,20 metri per 15,62 metri. In origine si trovava rialzato di circa un metro dal livello della piazza del Pantheon ed era ricongiunto con essa tramite alcuni gradini. Il colonnato frontale del portico è composto da otto colonne corinzie con basi e capitelli in marmo bianco pentelico greco e fusti in granito grigio proveniente dall’Egitto (Assuan). Il timpano, sorretto dalle suddette colonne, sembra ospitasse un altorilievo in bronzo raffigurante una scena della battaglia tra i giganti e le amazzoni. Pare che un tempo anche il frontone fosse completato con figure in bronzo, saldate al fondale con perni di cui tutt’oggi possiamo notare i segni sulla superficie marmorea. Lo spazio, suddiviso in tre navate da alcune colonne, conduce al punto di ingresso del Pantheon e a due vaste nicchie che pare ospitassero le statue di Agrippa e Augusto. Le capriate lignee del pronao, a sostegno del tetto, sembra fossero un tempo finemente decorate in bronzo. L’intero pronao presenta una pavimentazione in marmo colorato raffigurante geometrie ripetute di quadrati e cerchi.
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  • L’avancorpo: Struttura di collegamento tra il pronao e la cella, l’avancorpo è formato da due grandi pilastri all’interno del quale sono state scavate scale che consentivano l’accesso alla zona superiore della rotonda. Edificato in mattoni, l’avancorpo ha pareti rivestite in marmo pentelico e arricchito da un ordine di lesene. Tra una lesena e l’altra potrete notare ricche decorazioni collocate su pannelli e raffiguranti simboli vari tra cui ghirlande, richiami al mondo sacerdotale e oggetti sacrificali. Il portale, la più antica porta in bronzo di Roma, misura 7 metri e mezzo di altezza e oltre 4 metri di larghezza.
  • La rotonda: La struttura centrale del Pantheon, altrimenti chiamata “rotonda” per la sua forma cilindrica, è stata la prima parte del Pantheon di Roma a essere costruita. La rotonda presenta, al suo interno, differenti tipi di materiali. Le mura fino alla prima cornice sono state edificate in calcestruzzo composto da scaglie di travertino e tufo, le pareti fino alla seconda cornice sono invece in tufo e mattoni mentre dalla terza cornice in poi troviamo un mix di calcestruzzo e mattoni frantumati. La struttura base del Pantheon è stata portata a termine grazie alle tecniche edilizie dell’opus caementicium e dell’opus latericium: gettate di cemento “contenute” da paramenti in mattoni. La rotonda è circondata da due pareti molto spesse e otto massicci piloni intervallati da archi di scarico, pensati per supportare il peso della grande cupola in calcestruzzo.
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  • La cupola: Cosa vedere a Roma se non la maestosa cupola del Pantheon? Conosciuta come uno dei miracoli dell’architettura da non perdere a Roma, quella del Pantheon è la più grande cupola che sia stata costruita in calcestruzzo non armato. Alta 21,75 metri, spessa 5,20 metri nel punto più massiccio e 1,20 metri in quello più sottile, la cupola è composta da un mix di calcestruzzo, pietra pomice e tufo fatti solidificare attraverso il sostegno di una casseratura lignea. I materiali utilizzati si differenziano, procedendo dai più pesanti ai più leggeri, man mano che la cupola sale verso l’oculus, dai mattoni ai lapilli vulcanici fino ad arrivare al vasellame vuoto in terracotta. Questa tecnica, adottata per molti altri edifici romani, fu utilizzata ad esempio anche per la costruzione della Basilica di Massenzio. Dal diametro strabiliante di 43,44 metri, la cupola sale verso l’alto con rosoni concentrici e, internamente, è formata da cassettoni collocati su cinque ordini di lacunari, fondamentali per il sostegno dell’intera struttura oltre che per uno scopo estetico. L’oculo del Pantheon, dal diametro di nove metri, è senza dubbio una delle 10 cose da vedere a Roma durante il vostro viaggio alla scoperta delle bellezze della Capitale. Questa particolare finestra rende infatti l’edificio religioso una dei luoghi più misteriosi e affascinanti della città ed è l’unica apertura grazie alla quale l’ambiente viene illuminato dalla luce naturale.
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Il Pantheon: leggende e curiosità sulla Basilica di Santa Maria ad Martyres

  • Nel Pantheon entra la pioggia?: Tra le cose principali da vedere a Roma troviamo senza dubbio il famoso oculo del Pantheon. Da questa fessura infatti entrano sole e pioggia, mentre un sistema di 22 forature collocate sul pavimento del Pantheon consente all’acqua piovana di fluire. Una leggenda sul Pantheon racconta poi che in antichità la pioggia non riuscisse a entrare nell’edificio religioso per il calore e il fumo sprigionato dalle candele utilizzate per illuminare il misterioso tempio.
  • L’oculus del Pantheon e il tempio solare: Protagonista indiscusso di tante leggende legate al Pantheon romano è sicuramente l’oculus della cupola. L’oculo del Pantheon, unica finestra dell’antico tempio, presenta ben 9 metri di diametro e consente alla luce di entrare nell’edificio creando uno scenografico gioco di chiaroscuri all’interno. Ed è proprio il famoso oculus a conferire al Pantheon il ruolo di tempio solare e speciale quadrante astronomico. Pare infatti che l’orientamento del Pantheon segua quello delle meridiane semisferiche in uso all’epoca e che oculo e cupola rappresentino quindi una specie di grande meridiana sotto forma di monumento. Attraverso l’oculo del Pantheon la luce penetrava e penetra tutt’oggi dal finestrone centrale, e i romani potevano osservare i raggi e i dischi luminosi che venivano proiettati nel Pantheon: proprio il 21 aprile, Dies Natalis di Roma, un raggio di sole arriva a colpire, a mezzogiorno, il portale d’accesso del tempio.
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  • Le illustri sepolture del Pantheon: Forse non tutti sanno che, in epoca rinascimentale, all’interno del Pantheon furono allestite molte sepolture e alcuni monumenti funebri. Tra le varie tombe del Pantheon troviamo infatti le sepolture dei pittori Annibale Caracci e Raffaello Sanzio, del compositore Arcangelo Corelli e di Baldassarre Peruzzi. Tra i personaggi celebri inumati al Pantheon di Roma troviamo poi i re d’Italia Vittorio Emanuele II, Umberto I e la regina Margherita. Nei pressi di queste sepolture, la cui manutenzione è portata a termine da un gruppo di volontari, le guardie dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon rendono appunto il servizio di Guardia d’Onore.
  • Le orecchie d’asino del Pantheon: Edificati dal Bernini in epoca barocca e rimossi nel 1894, i campanili del Pantheon furono soprannominati dalla popolazione “orecchie d’asino”. In netto contrasto con l’impostazione classica dell’edificio religioso, queste torri campanarie costarono al Bernini numerose prese in giro da parte dello storico rivale Borromini che, per sottolineare la “storpiatura” portata a termine dal collega sul Pantheon di Roma, fece scolpire due orecchie d’asinello sull’edificio davanti al quale viveva Gian Lorenzo Bernini.
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  • Il Pantheon, parte di un cerchio perfetto: Analizzando poi l’iconologia della struttura del Pantheon, non potremo non notare un chiaro richiamo simbolico alla sfera che, raffigurante la volta celeste, veniva considerata dalla filosofia greca un solido geometrico perfetto. Composto dall’asse orizzontale, che unisce l’ingresso del Pantheon alla zona absidale, e dall’axis mundi, l’asse verticale che simboleggia un ipotetico incontro tra il mondo umano e quello divino, il Pantheon è quindi un esempio architettonico imitato in tutto il mondo per l’armonia delle linee e degli spazi che lo compongono.
  • Il fossato del Pantheon: Secondo un’antica, suggestiva leggenda, l’origine del fossato che circonda il Pantheon sarebbe avvolta da un alone di mistero. Il mago Bailardo, dopo aver deciso di vendere l’anima al diavolo in cambio del Libro del Comando delle arti malefiche, una volta resosi conto dell’errore o, secondo un’altra tradizione, dopo aver pagato Satana con quattro noci, si rifugiò all’interno del tempio. A quel punto il diavolo, arrabbiato, cominciò a girare in tondo sulla piazza del Pantheon, scavando con i suoi zoccoli il fossato che possiamo vedere tutt’oggi.
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  • Il bronzo del Pantheon: Come abbiamo potuto vedere per il Colosseo, in antichità molto spesso edifici storici e monumenti dell’Urbe venivano utilizzati come cave di materiali per nuove costruzioni. Questa sorte toccò quindi anche al Pantheon di Roma, per la precisione nel 1625, quando Papa Urbano VIII Barberini decise di ordinare che i giunti di bronzo delle travi dell’antico tempio fossero fusi per ricavarne cannoni destinati a Castel Sant’Angelo. La decisione del pontefice indignò l’intera popolazione e la borghesia capitolina, convinte che la tradizione vedesse il popolo come custode degli antichi monumenti di Roma. Il Papa, avvisato del malcontento cittadino, fece sapere ai romani che il bronzo sarebbe stato impiegato perlopiù per le colonne tortili del baldacchino della Basilica di San Pietro. Questa notizia, smentita poi dalle carte dell’Archivio della fabbrica di San Pietro, non bastò a placare la popolazione che, proprio in quei giorni, diede vita a una delle pasquinate più famose della città di Roma.

    Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini.
    Quel che non fecero i barbari, fecero i Barberini.

La critica indirizzata al pontefice, divenuta col tempo un detto popolare, resta in voga tutt’oggi. Se siete curiosi di scoprire cosa sia una “pasquinata”, correte a leggere il nostro approfondimento su Piazza Navona e sulla vicina Piazza di Pasquino!

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Visitare Roma e il Pantheon: il punto di vista dei turisti

Tra le cose principali da vedere a Roma è impossibile non citare il Pantheon che, secondo le ultime stime in fatto di affluenza turistica, si piazza al primo posto tra i monumenti più amati della Capitale. Nei pressi dello storico tempio potrete poi ammirare altri splendidi edifici e tipiche piazzette, scorci pittoreschi dal sapore antico che sapranno restituirvi il vero spirito della romanità. State decidendo i posti da vedere a Roma durante la vostra vacanza e non sapete da dove cominciare? Avete deciso cosa visitare a Roma ma siete comunque curiosi di conoscere il parere di altri visitatori che hanno scoperto la Città Eterna prima di voi? Qui di seguito troverete delle recensioni formulate dagli utenti del web; opinioni sincere, consultabili per intero accedendo alla pagina dedicata su Tripadvisor, che vi aiuteranno a scegliere le mete del vostro viaggio capitolino alla scoperta del Pantheon.

C’è chi suggerisce di visitare il Pantheon di Roma di sera, per godere appieno della suggestiva illuminazione dell’edificio religioso, ancor più romantico se ammirato sotto un cielo pieno di stelle.

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E chi lo considera una tappa obbligatoria per chiunque voglia visitare Roma e scoprire le meraviglie della sua antichissima storia.

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Il Pantheon di Roma: orari, itinerari e visite guidate

Se le recensioni dei turisti che prima di voi hanno deciso di visitare Roma e il Pantheon hanno stuzzicato la vostra fantasia, forse potrà farvi piacere ricevere qualche piccolo suggerimento per capire come arrivare al Pantheon nel minor tempo possibile. Collocato nel cuore del centro storico della Capitale, il Pantheon si trova in Piazza della Rotonda e, per la sua posizione strategica, potrà essere facilmente raggiunto a piedi a partire dai principali monumenti della città. Se ad esempio siete in procinto di partire e state valutando cosa vedere a Roma in 3 giorni o meno, potrete senza dubbio organizzare al meglio la vostra permanenza in città dedicando una lunga passeggiata alla scoperta della vicinissima Piazza Navona, di Campo de’ Fiori, di Castel Sant’Angelo e della splendida Basilica di San Pietro.

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La Basilica di Santa Maria ad Martyres di Roma è accessibile ogni giorno, senza biglietto d’ingresso, dalle ore 9:00 alle 19:00 con ultimo ingresso alle ore 18:30. All’interno del Pantheon sarà possibile partecipare a visite guidate, visite con audioguida o, consultando il sito dedicato al Pantheon di Roma, prendere parte a suggestive visite virtuali dell’antico tempio. Dal momento che il Pantheon è una chiesa consacrata al culto cattolico, al suo interno è tutt’oggi attiva la celebrazione delle Messe. Vi suggeriamo pertanto di visitare il sito ufficiale del Pantheon per prendere parte alla vita liturgica della Basilica e organizzare la vostra visita turistica al meglio. Le cose da vedere a Roma sono moltissime, è risaputo, ma avreste mai immaginato di poter assaggiare, proprio vicino al Pantheon (per la precisione in Salita de’ Crescenzi 31), una delle migliori cucine tipiche della zona? Da Armando al Pantheon potrete infatti gustare le specialità della tradizione romana e farvi coccolare dallo spirito ospitale e caloroso della famiglia degli “Armandini”.


Il Pantheon è raggiungibile in auto, con i mezzi pubblici o a piedi. I posti da visitare a Roma sono davvero molti ma quel che consigliamo ai nostri lettori è di godersi quattro passi per le splendide vie del centro, evitando di addentrarsi nel traffico capitolino con l’auto.

  • In metropolitana: La fermata più vicina al Pantheon è senza dubbio Barberini sulla lina A. Da qui potrete raggiungere il mastodontico tempio passeggiando per circa 700 metri.
  • A piedi: Il Pantheon si trova a pochi passi dai principali monumenti cittadini. Vi consigliamo pertanto di godervi le strade del centro partendo da Castel Sant’Angelo, Piazza Navona o Piazza San Pietro e seguendo le indicazioni che troverete nel centro storico.
  • In autobus: Il Pantheon si può raggiungere tramite i bus numero 30, 40, 62, 64, 81, 87 e 492. Tutti questi mezzi di superficie infatti effettuano una fermata a Largo di Torre Argentina che dista solo 400 metri dal Pantheon di Roma.
  • In aereo: Dall’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma potrete prendere il treno locale Leonardo Express che vi porterà in mezz’ora alla Stazione Termini. Da qui potrete raggiungere il Pantheon in taxi o prendendo uno dei tanti bus che collega la stazione cittadina al centro storico.
  • In treno: Dalla Stazione Termini potrete arrivare al Pantheon in taxi o con l’autobus. Una volta scesi alla fermata Largo di Torre Argentina vi basterà percorrere 400 metri a piedi per poter ammirare la bellezza della cupola del Pantheon a Roma.
  • In macchina: Dall’autostrada, prendete il Grande Raccordo Anulare e seguite le indicazioni per Roma Centro. Vi consigliamo quindi di lasciare l’auto sul Lungotevere o in uno dei tanti parcheggi a pagamento capitolini per poi proseguire a piedi e raggiungere il Pantheon attraversando i suggestivi vicoli del centro storico.
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