Museo Archeologico Nazionale di Napoli: la sua storia e tante informazioni sulle esposizioni

Il museo archeologico di Napoli è uno dei musei di fama internazionale con il maggior numero di opere esposte. Inaugurato nel 1916, prima come scuola di equitazione e poi come sede dell’Università, il Museo Nazionale di Napoli rientra sicuramente tra le cose da vedere a Napoli. Ecco tante informazioni sulla sua storia e sulle mostre da vedere.

Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Napoli, il più antico d’Europa, è stato fondato dai Borboni a fine XVIII sec. Le collezioni spaziano in epoche diverse, da quelle della preistoria, agli Egizi, sino ad arrivare ai tempi più recenti, con la collezione dei Borgia e della famiglia Farnese.
Ma come nasce l’idea di creare una raccolta espositiva così imponente? Il merito è di Re Ferdinando IV che volle creare a Napoli un museo nazionale con l’obiettivo di raccogliere gran parte delle opere esistenti, idea riuscita dato che ad oggi per gli appassionati d’arte che si trovano a visitare Napoli, il Museo Archeologico è una tappa obbligatoria.

Storia del MANN, di Napoli

Il Museo nazionale archeologico di Napoli, anche conosciuto come MANN ha una storia molto lunga. Inizialmente, il museo non nacque con l’obiettivo di conservare opere d’arte ma, per volere del viceré di Napoli Don Pedro Giron, che lo progettò come Cavallerizza, una scuola di equitazione, per poi diventare, con il re di Napoli don Pedro Fernando de Castro, sede dell’Università.
Nel XVII la struttura divenne Real Museo e grazie ai lavori di Pompeo Schiantarelli e Fuga si iniziarono a raccogliere le collezioni archeologiche di Pompei ed Ercolano prima e successivamente quelle di Capodimonte, dando così forma a quello che sarà per Napoli il Museo Archeologico Nazionale di gran prestigio che conosciamo.
Proprio grazie ai Borboni il museo si arricchì di nuove opere greco romane ed egizie diventando il Real Museo Borbonico, mentre l’aggettivo Nazionale fu dato da Garibaldi durante il regno di Carlo III.
Dal 1863 in poi ci fu un vero e proprio lavoro di catalogazione, portato avanti prima dall’archeologo Giuseppe Fiorelli, che iniziò ad organizzare le opere già presenti, poi da Paolo Orsi che creò dieci sezioni espositive. Le catalogazioni che conosciamo oggi invece furono un’idea di Vittorio Spinazzola, il quale organizzò una sezione speciale per i mosaici di Pompei ed Ercolano.

napoli museo archeologico

Museo Nazionale Napoli: cosa vedere

La storia del Museo Nazionale Archeologico di Napoli vi ha incuriosito e fatto venir voglia di visitarlo? Ecco allora una guida dettagliata su cosa troverete una volta arrivati in questa ricca esposizione di 3000 reperti raccolti in circa 18.500 mq (con 8550 allestiti per le esposizioni).
Ad oggi i reperti sono divisi in 26 sezioni distinte secondo cinque criteri di suddivisione in base ai piani, raggiungibili con scale o ascensori.

  • piano ammezzato: Mosaici, Gabinetto Segreto, Numismatica;
  • piano terra: Sezione Farnese;
  • piano interrato: Sezione Egizia ed Epigrafica;
  • primo piano: sezione dedicata agli affreschi, Preistoria, Bronzi, Tempio di Iside e Villa dei Papiri;
  • secondo piano: Medagliere.
orari museo archeologico napoli
Nella struttura poi 6.000 mq circa sono utilizzati come deposito, mentre 3.400 mq sono sede di uffici diversi come Biblioteca, Laboratorio di Restauro e Archivio Storico.
Ecco in dettaglio cosa troverete nelle varie collezioni:

  • Collezione epigrafica: raccoglie iscrizioni che documentano al meglio le lingue preromane dell’Italia centro-meridionale e le zone vesuviane. Tra i reperti che formano questa sezione spiccano epigrafi di leggi, calendari e documenti privati e pubblici, e le tavole di Eraclea.
    Ecco il sito del museo archeologico di Napoli dedicato a questa collezione.
  • Collezione Farnese: al museo archeologico di Napoli la Collezione Farnese, arrivata a noi grazie alla famiglia Farnese, è distinta in quattro sezioni: Gemme, Terme di Caracalla, Ritratti e Sculture. Comprende oggetti antichi e moderni, sia acquisti che lasciti di sculture e pitture, collezione che dopo la morte di Elisabetta Farnese passò nelle mani di Carlo di Borbone che portò il tutto al museo di Napoli;
    La collezione delle Terme di Caracalla in particolare è merito di Paolo Farnese che, permettendo gli scavi alle Terme di Caracalla, portò alla luce materiali per il palazzo di Campo de’ Fiori a Roma. Ad oggi al Museo Archeologico di Napoli sono giunte molte opere provenienti dalle Terme, mentre altre furono perse durante il tragitto da Roma alla città partenopea. Tra le opere, che sono organizzate in base a dimensioni e composizione, spicca il Toro e l’Ercole.
    Come abbiamo detto arricchiscono la collezione Farnese le Gemme: collezione appartenente alla famiglia Farnese, è stata per lungo tempo ospitata al Palazzo Reale e poi al museo di Capodimonte, per poi passare, nel 1817, al Museo Archeologico. Conta ad oggi più di 1500 pezzi raccolti nelle due sale del pianterreno. Visitando la sezione si possono ammirare, tra le più importanti, le gemme di Lorenzo il Magnifico, la Tazza Farnese e le gemme del Pontefice veneziano Paolo II Barbo.
    Ecco il link della sezione del sito del museo dedicata alla collezione Farnese.

Di seguito un interessante video con un’accurata spiegazione dell’opera del Toro Farnese.

  • Collezione numismatica: sezione formata da monete e medaglie raccoglie un nucleo farnesiano arricchito da raccolte private e diversi rinvenimenti archeologici. Durante la visita alla collezione è possibile conoscere la storia della moneta dal VI sec a.C. alla dominazione dei Borboni. Inoltre grazie ai ritrovamenti di Pompei sono state documentate le attività della città.
    Per vedere tramite immagini alcuni reperti di questa sezione clicca qui.
  • Villa dei Papiri: sezione dedicata ai busti e alle statue provenienti da una delle più ricche ville di Roma, Villa Papiri. Inoltre sono presenti busti di filosofi, statue di corridori, danzatrici.
    Il nome alla collezione è stato dato dopo il ritrovamento di una biblioteca di 2000 rotoli di papiro con la maggior parte di testi filosofici greci.
    Per scoprirne tante immagini di questa bella collezione clicca qui.

Le sale e le sezioni espositive invece sono divise in:

  • Sala Egizia: al museo archeologico di Napoli la sezione egizia è diventata tra le tre le più importanti in Italia, dopo i Musei Vaticani e il Museo Egizio di Torino. Costituiscono questa sezione tantissimi reperti rinvenuti nella zona vesuviana e dei Campi Flegrei. Tra le collezioni più importanti spiccano la collezione Picchianti, formata maggiormente da oggetti di uso quotidiano e funerari, e la collezione Borgia arricchita da manoscritti dell’antico Egitto. Ecco il link dedicato alla sezione.
  • Salone della Meridiana: salone posto al primo piano del Museo Archeologico di Napoli. Questa sezione fu a lungo tenuta lontana dal pubblico fino a quando la sala non venne restaurata grazie a re Carlo di Borbone che affidò i lavori a Giovanni Antonio Medrano, il quale creò un doppio tetto con travi e capriate. Tra le bellezze presenti all’interno della sezione spicca l’affresco presente sulla volta, raffigurante re Ferdinando IV e Maria Carolina, sua moglie, le collezioni Borgia e il Naoforo Farnese. Il nome di questo salone poi deriverebbe dalla meridiana presente nel pavimento di fine ‘700, che testimonierebbe l’idea di creare inizialmente un osservatorio astronomico.
    Qui il link per consultare il sito dedicato.

Di seguito un video dedicato al Salone della Meridiana:

  • Atrio: qui sono presenti sculture in marmo e bronzo provenienti da Ercolano. Inoltre protagonista sullo scalone monumentale è l’opera di Canova, la statua di Ferdinando I di Borbone.
    Qui il sito dedicato a questa sezione.
  • Sculture greco-romane dalla Campania: raccolti temporaneamente nella galleria posta vicino il giardino occidentle, ci sono statue provenienti da diverse zone della Campania, come il rilievo di Orfeo ed Euridice, l’Afrodite Sosandra da Baia e molti sarcofagi. Ecco il link per visitare online questa sezione.

Ecco un video dedicato alla Collezione Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

  • Mosaici: di grande prestigio all’interno del museo, i mosaici vesuviani sono catalogati in tipologie, dall’opus sectile all’opus vermiculatum. inizialmente questa sezione sarebbe dovuta esser parte degli affreschi pompeiani, poi data la vastità del materiale ritrovato, si è deciso di dedicare un’intera sezione solo ai mosaici di Pompei. Raccolti nell’ammezzato occidentale del Museo, i mosaici sono divisi secondo composizione e tecnica di lavorazione. Tra questi spicca il mosaico della Battaglia di Isso, narrante la sconfitta di Dario per mano di Alessandro Magno.
    Clicca qui per conoscere i mosaici più belli dell’esposizione.
  • Gabinetto Segreto: al museo archeologico di Napoli sezione di spicco è quella dedicata al Gabinetto Segreto. Qui sono raccolte opere di carattere erotico, sculture, dipinti e diversi oggetti. L’intento delle opere probabilmente non doveva essere quello di risultare provocatorio, ma la presenza di falli avrebbe un significato ben preciso. In epoca romana infatti si credeva che il simbolo fallico, associato al rumore, potesse allontanare i malocchi e augurare fortuna e prosperità e per questo era spesso rappresentato sui medaglioni portati da donne e uomini. Nonostante non ci sia nulla di particolarmente “osceno”, la sezione prevede che i bambini sotto i 14 anni siano accompagnati da un adulto. Tra le opere più belle ci sono: la Venere in bikini, il Pan e la capra dalla Villa dei Papiri di Ercolano e la statuetta della dea della fertilità Laksmi.
    La sezione del sito dedicata è consultabile qui.

Ecco un video con una spiegazione guidata di un’opera presente in questa sezione:

  • Metalli, avori e vetri: raccolti per materia, questa sezione comprende tantissimi suppellettili provenienti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Tra gli elementi ci sono: strumenti musicali e chirurgici, dadi da gioco, oggetti in avorio, cassetta portagioie e diverse terracotte con un stile che richiama all’Egitto e alcuni oggetti in vetro come il Vaso blu.
    Clicca qui per visionare il sito dedicato.
  • Plastico di Pompei: modello realizzato in scala 1:100 e realizzato in sughero e carta riprende gli scavi di Pompei del 1879, dando testimonianza di pitture e mosaici persi nel tempo. Ecco il link per visionare il plastico.
    Napoli antica: la sezione è dedicata all’epoca greca e romana con rinvenimenti degli scavi fatti tra l’800 e il 900 tra cui molti reperti della necropoli di Neapolis e testimonianze dell’epoca romana. Inoltre completano la collezione i materiali della linea Metropolitana raccolti nel corridoio collegato alla stazione Museo. Ecco il link della sezione espositiva dedicata.
  • Preistoria e protostoria: in questa sezione sono raccolti materiali provenienti da siti preistorici e protostorici della Campania e del sud Italia.
    Importanti sono gli elementi della Grotta di Pertosa, della Grotta delle felci, e della necropoli del Gaudo. Ecco la sezione del sito dedicata.
mann
  • Tempio di Iside: questa sezione ricostruisce il Santuario del tempio di Iside a Pompei con arrendi in marmo, iscrizioni e suppellettili.
    Ecco il link dedicato.
  • Affreschi: posti al primo piano gli affreschi pompeiani sono pitture provenienti dalle città di Pompei ed Ercolano, sommerse dalla lava nel 79 d.C. La sezione, raccolta secondo un criterio cronologico e tematico ci permette di capire un po’ di più la vita dell’Impero romano a quel tempo, con racconti di stampo religioso, quotidiano e paesaggi. Tra gli elementi più belli ci sono la Saffo e le pitture della Villa di Agrippa Postumo.
    Visita la sezione del sito dedicata a questa raccolta.
  • Pithecusa: la sezione raccoglie i reperti dell’isola di Ischia, Pithecusa, insediamento greco in Occidente. Tra gli elementi più importanti ci sono i rilievi di età romana del santuario delle Ninfe Nitrodi e la ricostruzione della capanna di Punta Chiarito. Ecco il link dedicato del sito per conoscere questa esposizione.
  • Galleria degli Imperatori: in questa sezione sono raccolti gran parte dei ritratti di celebri imperatori, arrivati a noi grazie alla famiglia Farnese e al bibliotecario Orsini. Precedentemente le opere erano conservate al Palazzo Farnese, nella Sala Grande e nella Sale degli Imperatori, e nel tragitto molte sono state restaurate. Tra le più importanti ci sono la statua di Alessandro Severo, Giulio Cesare e di Vespasiano.

Museo Archeologico di Napoli: orario e prezzi

Conoscere le diverse sezioni del Museo Archeologico di Napoli ti ha fatto venir voglia di farci visita? Ecco gli orari del Museo Archeologico di Napoli, prezzi e informazioni che ti potranno essere utili per la visita.
Orari:
Dal lunedì alla domenica: ore 09.00 – 19.30, con chiusura il martedì (se il martedì coincide con un festivo, la chiusura slitta al mercoledì).
Chiusi i festivi: 25 dicembre e 1 gennaio.
È preferibile la prenotazione e con l’acquisto del biglietto si potranno vedere tutte le mostre allestite al museo.
Prezzi:
Intero: € 10.00
Ridotto per i giovani: € 2
Tariffe speciali: € 5.00 per titolari di Artecard;
€ 5.00 per accompagnatore di abbonato OpenMANN
Sono disponibili poi diverse convenzioni da consultare a questo sito.
Inoltre al Museo Archeologico di Napoli i biglietti sono gratuiti per:

  • Cittadini minorenni della Comunità Europea ed extracomunitari;
  • Insegnanti con regolare contratto annuale;
  • Portatori di handicap;

Per essere sempre aggiornati su eventuali variazioni di orari e prezzi consulta il sito.

direttore museo archeologico napoli

I pareri della gente comune sul Mann

Le immagini, i video e le tante informazioni sul Museo Archeologico Nazionale di Napoli ti hanno incuriosito e vuoi conoscere i pareri di chi ci è già stato? Allora ti saranno utili i commenti che ti proponiamo. Per leggerne molte altri clicca alla pagina di Tripadvisor dedicata alle recensioni sul MANN.
C’è chi giudica il Museo Archeologico Nazionale uno dei migliori al mondo, complimentandosi anche sulla gestione:
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E chi, com’è possibile leggere in queste recensioni, considera il Museo Nazionale di Napoli persino meglio del Louvre e recensisce positivamente le guide che accompagnano durante la visita:
mannmuseo archeologico

Museo Archeologico di Napoli: come arrivare

Dopo aver conosciuto del Museo archeologico di Napoli prezzo del biglietto e orari vediamo insieme come arrivare a poter vedere la mostra.
Il museo si trova a Napoli in Piazza Museo 19, ecco i mezzi con i quali poter arrivare in poco tempo:

  • A piedi: dalla stazione di Napoli Piazza Cavour il museo dista circa 500 metri, percorribili a piedi in meno di 10 minuti. Ottieni indicazioni
  • In bus: con il bus n°147 da Piazza Cavour si arriva al museo in 5 minuti al costo di €1,10 per la singola corsa
  • In Metro: la metropolitana di Napoli ha una stazione di connessione proprio sotto il museo (Cavour/Museo, linea 1 e linea 2)

Inoltre per essere sempre aggiornato sulle mostre in allestimento al Museo Archeologico di Napoli, come la mostra di Canova e tante altre, visita la sezione del sito dedicata che troverai a questo link.

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