Chiesa della Martorana e Chiesa di San Cataldo: storia e curiosità di due chiese simbolo di Palermo

Cosa vedere a Palermo? Certamente la Chiesa della Martorana. Si tratta di una delle più apprezzate attrazioni di Palermo, che riesce a lasciare a bocca aperta i turisti. La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio di Palermo, detta comunemente Chiesa della Martorana, è un’opera architettonica che risale al periodo in cui la Sicilia era sotto il dominio normanno. Questo edificio conserva al suo interno un vero e proprio tesoro: uno dei cicli di mosaici più antichi di tutta l’isola.

Chiesa della Martorana, Palermo: il contesto storico

Per comprendere l’importanza della Chiesa della Martorana di Palermo, bisogna delineare il contesto storico della costruzione di questo luogo di culto unico.
Il monumento venne eretto nel 1143 e all’epoca, la Sicilia era in mano ai Normanni. Questa dominazione ebbe inizio nell’isola nel 1061 con lo sbarco a Messina. Ben presto, i Normanni riuscirono ad imporsi su tutto il territorio siciliano, sostituendosi al dominio arabo. Re Ruggero II, normanno, divenne il primo re di Sicilia, incoronato la notte di Natale nella cattedrale di Palermo, dopo aver accentrato a sé buona parte del Sud Italia, grazie anche alle missioni dell’Ammiraglio Giorgio di Antiochia. Il condottiero, decise di far erigere la Chiesa della Martorana per ringraziare la Madonna per la protezione ricevuta in battaglia. Oggi nella Chiesa della Martorana a Palermo si segue il rito ortodosso ed è Concattedrale della Diocesi di Piana degli Albanesi.

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Visitare Palermo: la storia della Martorana e come arrivare

La Martorana, Chiesa di Palermo si trova in piazza Bellini, che rappresentava il centro del capoluogo siciliano in epoca medievale. L’edificio di culto venne costruito in stile bizantino con una classica pianta a croce greca. La struttura fu successivamente modificata in epoca barocca. L’originale portico, che univa chiesa e campanile, divenne parte integrante dell’edificio, prolungando di fatto le navate. Inoltre si costruì una cappella barocca, al posto dell’abside centrale.
A Palermo, la Chiesa della Martorana, rappresenta quindi la commistione di stile molto lontani, come quello barocco e quello bizantino e viene scelta spesso come luogo per matrimoni suggestivi.
Il nome ufficiale dell’edificio è Santa Maria dell’Ammiraglio, ma è conosciuta come Chiesa della Martorana, perché nel 1433 re Alfonso d’Aragona la cedette al vicino monastero benedettino, la cui fondatrice si chiamava Eloisa Martorana. Da qui deriva il nome popolare di una delle bellezze di Palermo.
Ecco la mappa che potrebbe esservi utile per capire come arrivare a visitare la Martorana rggiungibile facilmente tramite tre linee bus: 102, 224 e 309.

La Martorana di Palermo, cosa vedere?

Visitare Palermo è un viaggio tra bellezze artistiche e culturali di epoche diverse. La Martorana di Palermo rappresenta proprio questa commistione unica di stili e ricchezze.
Se vi trovate in visita a Palermo e volete visitare la Chiesa della Martorana, ecco le meraviglie che potrete osservare:

  • L’esterno: nella Chiesa della Martorana l’architettura è bizantina, ma la facciata è frutto dei cambiamenti che l’edificio ha subito in epoca barocca. Vi si trova un portale centrale, a cui due lati ci sono delle colonne. Al piano superiore, invece, la facciata presenta tre finestre con tre timpani. Molto particolare il Campanile, da cui si accede alla Martorana di Palermo. Questa parte dell’edificio è normanna, ha una forma quadrata ed è composta da quattro piani di stile diverso.
  • I mosaici: tra i posti da visitare a Palermo ci sono di certo i cicli musivi che si trovano all’interno della Chiesa della Martorana. Si tratta, insieme alla Cappella Palatina, dei più antichi mosaici di Sicilia. Questi tesori sono opera di artisti bizantini. Nella cupola della Chiesa, troviamo raffigurato, in mosaico, Cristo Pantocratore. Intorno a questa figura centrale si trovano altre raffigurazioni a mosaico: gli Arcangeli, gli Evangelisti, i Profeti, ma anche degli episodi biblici e un meraviglioso cielo stellato. La ricchezza dei mosaici della Chiesa della Martorana è di certo tra le cose da vedere a Palermo.
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  • Il mosaico del Re Ruggero II e quello di Giorgio di Antiochia: tra tutti i mosaici della Chiesa della Martorana, molto importanti sono due scene che raffigurano una Re Ruggero II e l’altra Giorgio di Antiochia, l’ammiraglio che decise di costruire l’edificio. Il fondatore della Martorana è raffigurato, sdraiato ai piedi della Vergine, che ha in mano una pergamena. Si tratta di una preghiera di intercessione della Madonna a favore del condottiero. In alto a destra vi è Cristo. Il mosaico del Re, invece raffigura la sua incoronazione, che avviene direttamente dalle mani di Cristo. Ruggero II indossa abiti bizantini. La scena musiva ha una grande valenza storica. Il significato che si voleva trasmettere era che il potere del Re derivava direttamente da Dio, senza bisogno dell’intercessione del papato.
  • L’interno: nella prima parte della Chiesa, quella aggiunta in epoca barocca, al posto del portico, si trovano degli affreschi di Antonio Grano, Guglielmo Borremans e Olivio Sozzi. Se nella parte superiore dell’edificio si trovano i mosaici, in quella inferiore vi sono dei marmi mischi. La cappella barocca, costruita al posto dell’abside, è decorata da tarsie marmoree.

Palermo da visitare: le curiosità della Chiesa della Martorana

A Palermo la Martorana ha dato il nome a una delle bellezze di Palermo da scoprire. Tra le cose da fare a Palermo, certamente non si può evitare d’assaggiare delle eccellenze culinarie, tra queste, la Frutta Martorana. Dolce tipico della Festa dei Morti, è una delle prelibatezze siciliane più caratteristiche e famose in tutto il mondo. Si tratta di dolcetti di pasta di mandorle, che replicano fedelmente l’aspetto esteriore di frutta e altre pietanze. La Frutta Martorana è un tripudio di sapore, ma anche di bellezza artistica. Il nome di questa tipicità siciliana si deve proprio alla Chiesa della Martorana.
Furono, infatti, proprio le suore del Convento della Martorana ad inventare questa ricetta unica. Secondo la tradizione, il papa doveva visitare il Convento, ma vista la stagione, il giardino dello stesso era privo di frutta. Così le suore decisero di abbellire gli alberi con dei dolcetti, imitazioni perfette di frutta e agrumi reali. Nacque così, la Frutta Martorana.

Martorana Palermo: l’opinione dei turisti

Cosa vedere a Palermo e dintorni? Visto il tesoro artistico che si trova al suo interno, di certo la Chiesa della Martorana. Ma per sapere se chi ha già visitato l’edificio, ritiene che si tratta proprio di una dei posti da vedere di Palermo, di seguito abbiamo riportato alcune recensioni scritte da chi si è trovato a vedere, a Palermo, la Chiesa della Martorana. Le recensioni si trovano anche subito Trip Advisor, nella pagina dedicata a questo luogo di culto.

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Palermo, chiesa di San Cataldo: la storia

Accanto alla Chiesa della Martorana, si trova a Palermo San Cataldo. Si tratta di un altro edificio di culto, che risale al periodo normanno della Sicilia. Le due chiese condividono lo stesso contesto storico, ma la Chiesa di San Cataldo di Palermo è stata costruita durante il regno di re Guglielmo I, nel 1160, per volere dell’ammiraglio Majone di Bari. Anche in questo caso, di tratta di una costruzione voluta da un condottiero normanno. Il S. Cataldo di Palermo rispecchia lo stile dell’epoca, anche grazie alla restaurazione ottocentesca, effettuata da Patricolo. In questo periodo, la Chiesa di S. Cataldo di Palermo era stata annessa ad altri edifici attigui, che ospitavano la Regia Posta. Il Patricolo riuscì a far riemergere l’originaria bellezza della costruzione.

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San Cataldo di Palermo: cosa vedere e come arrivare

Cosa visitare a Palermo? Certamente un gioiello architettonico unico come il S. Cataldo di Palermo, chiesa non maestosa, ma davvero di grande effetto, al punto da essere scelta spesso dalle coppie di sposi per la sua bellezza. Di seguito una descrizione delle meraviglie che nasconde questo bel luogo da vedere a Palermo:

  • L’esterno: la Chiesa di San Cataldo mostra ai turisti un pezzo di storia. Quando i normanni conquistarono la Sicilia, l’isola era in mano a popolazioni arabe. I conquistatori, però, non cancellarono le precedenti usanze, anzi, mescolarono le due culture. La chiesa San Cataldo di Palermo fa vedere questa commistione unica in campo artistico. L’edificio presenta sia caratteristiche normanne, che arabe. In alto troviamo tre cupolette rosse, ma anche la merlatura tipica medievale. La struttura è molto squadrata, le dimensioni sono dieci metri per sette. Le facciate presentano tre finestre ciascuna contornate da arcate cieche.
  • L’interno: la Chiesa è suddivisa in tre navate divise da sei colonne, che terminano in tre absidi. Le cupolette coprono la navata centrale. Le pareti sono totalmente spoglie. Le colonne hanno capitelli di riuso e sorreggono archi di stile arabo. A terra si trova un mosaico e sull’altare soltanto delle incisioni: croce, agnello e simboli degli evangelisti.

Anche in questo caso ecco la mappa che potrebbe aiutarvi a raggiungere la Chiesa che si trova nella stessa piazza della Chiesa della Martorana, anche in questo caso raggiungibile in bus con tre linee: 101, 224 e il bus numero 309.

Palermo da vedere: Chiesa di S. Cataldo

Vuoi includere la Chiesa di San Cataldo nella lista di cosa vedere a Palermo? Allora potranno esserti utili le opinioni di altri turisti da leggere di seguito, oltre alle altre pubblicate anche nella pagina dedicata di Tripadvisor.

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Chiesa di San Cataldo e Chiesa della Martorana di Palermo: orari

Dopo aver scoperto curiosità e notizie su due delle Chiese più famose di Palermo, ecco delle informazioni utili sugli orari.
Per la Chiesa della Martorana l’apertura è da lunedì al sabato dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 17:30 fino ad ottobre
Domenica e festivi dalle 9:00 alle 10:30.
Costo di ingresso: 2 euro per i biglietto interno, 1 euro biglietto ridotto

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Invece per San Cataldo di Palermo gli orari sono:
dal lunedì alla domenica dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle  15:00 alle 18:00
Costo di ingresso: 2,50 euro, ridotto 1.50 euro.

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