Il Ponte Vecchio: tutto quello che c’è da sapere sullo storico simbolo di Firenze

Il Ponte Vecchio luccica come le vetrine delle sue gioiellerie, quando cala la sera: un collier scintillante pende dalle arcate che si immergono nell’Arno e la meraviglia dei turisti, che lo vedono da lontano, è palpabile. Ha accumulato negli anni diverse “cicatrici” e si è rinnovato, con l’avvento di nuovi linguaggi artistici: è vivo, un vecchio silenzioso che racconta ai passanti la storia della Firenze che è stata e che sarà. Preparati a conoscere da vicino questo Matusalemme dell’architettura italiana e ad aguzzare lo sguardo, per cogliere in ogni dettaglio la sua storia pluricentenaria.

Ponte Vecchio: storia antica e moderna del simbolo di Firenze

Edificato in epoca romana sull’Arno, fiume definito nel 1557 da Guzzini “amaro” e “torbido” per le sue disastrose inondazioni, il Ponte Vecchio viene spazzato via e ricostruito diverse volte, fino al 1345. Dopo l’alluvione avvenuta nel Novembre del 1333, infatti, l’architetto Taddeo Gaddi – allievo di Giotto – decide di riprogettare le campate preferendone tre a sesto ribassato, molto più ampie e resistenti. Gaddi crea così non solo il ponte più innovativo d’Europa, ma una struttura incrollabile, capace di far confluire l’acqua delle piene più facilmente e senza fare troppi danni.
Nel 1400 il Ponte Vecchio diventa la sede del nuovo mercato alimentare, che viene sostituito circa due secoli dopo da una schiera di gioiellieri e artigiani, specializzati nella lavorazione di metalli e pietre preziose. Il motivo? In occasione delle nozze di Francesco I e Giovanna D’Austria, avvenute nel 1565, l’architetto Giorgio Vasari realizza su commissione del Granduca Cosimo De’ Medici il famoso Corridoio Vasariano.

Ponte Vecchio
Ponte Vecchio, Corridoio Vasariano

Grazie a questa struttura sopraelevata, lunga circa un chilometro, i signori di Firenze possono viaggiare in tutta tranquillità dalla Villa Granducale di Palazzo Pitti d’Oltrarno fino alla Galleria degli Uffizi e il Palazzo Vecchio, situati sull’altra sponda. Il percorso dei Medici prosegue proprio sopra le botteghe del lato sinistro: si dice pertanto che Francesco I, infastidito dal cattivo odore emanato dalle frattaglie e dagli schiamazzi dei mercanti, abbia deciso di trasferirli altrove nel 1593 in favore di un commercio molto più raffinato. In secondo luogo, è probabile che il granduca abbia valutato la possibilità di riscuotere dai commercianti di preziosi imposte più consistenti.
Uno dei più rinomati orafi dell’epoca è il manierista Benvenuto Cellini, omaggiato dallo scultore Raffaele Romanelli con un busto in suo onore nel 1901, posizionato su un piedistallo al centro del Ponte Vecchio.

Ponte Vecchio
Ponte Vecchio, Monumento a Benvenuto Cellini

Anche il Ponte Vecchio di Firenze viene travolto dalla Seconda Guerra Mondiale. Grazie al tempestivo intervento del console tedesco Gerhard Wolf, distintosi negli anni dell’occupazione per il suo impegno a protezione dei beni culturali della città e di milioni di cittadini – tra cui ebrei – il Ponte Vecchio viene risparmiato dai bombardamenti tedeschi del 1944. Ciononostante, resta inagibile per diverso tempo a causa della presenza di mine all’interno dell’area. Onde evitare un disastro, vengono buttate giù le case edificate alle sue estremità, i cui detriti fungono da barriera e impediscono così facendo il transito.
Secondo una recente testimonianza, pervenuta tramite una lettera resa pubblica nel 2016, a salvare il Ponte Vecchio in quell’occasione è stato un tale denominato dai gioiellieri “il Burgasso”: un vecchio piccolo e storpio dotato di un sottilissimo acume, che faceva da custode alle botteghe durante gli anni della guerra. I soldati nazisti, ingannati dal suo aspetto, lo considerano un povero demente: cosa che gli permise di spiarli indisturbato mentre posizionavano le mine e, approfittando delle ore notturne, di tagliarne i fili. Questa storia sfata la leggenda secondo cui Hitler avrebbe assecondato senza troppe resistenze le richieste di Wolf, giacché incantato dal panorama che ha potuto ammirare proprio dal ponte durante la sua visita a Firenze, nel 1939.

Ponte Vecchio

Nel 1966, il genio di Taddeo Gaddi viene messo alla prova dall’alluvione del 4 Novembre: esattamente lo stesso giorno in cui si è abbattuta su Firenze quella del 1333. Stavolta, nonostante l’acqua arrivi ad inondare persino le botteghe, il Ponte Vecchio regge alla perfezione. Questo intramontabile monumento alla storia e alla cultura della città ha dovuto affrontare circa 56 piene a partire dall’anno 1177: ma fra queste, quella del 1966 è considerata ad oggi la più catastrofica di tutta la storia di Firenze e della Toscana, giacché non interessa soltanto il centro storico del capoluogo, ma decine di altri comuni situati lungo le sponde del fiume e dei suoi affluenti.

5 curiosità che (forse) non conoscete sul Ponte Vecchio

Tutte queste informazioni vi hanno incuriosito e convito ad includere il Ponte Vecchio nella lista di cosa vedere a Firenze? Bene allora ti saranno utili alcune piccole informazioni, curiosità che spesso ai turisti che scelgono di visitare Firenze non vengono raccontate.

  • Sono incise sul Ponte Vecchio due targhe commemorative – una in volgare e l’altra in latino – che ricordano l’alluvione del 1333. La prima, posta sotto la Meridiana a mezzaluna situata verso il centro del percorso, sul lato est puntando verso l’Oltrarno, è ormai quasi illeggibile.
  • Le caratteristiche botteghe sospese sull’Arno vengono costruite proprio nel 1400, per lasciare più spazio al mercato e dare in più la possibilità ai bottegai di gettare direttamente nel fiume gli scarti, prodotti durante il processo di lavorazione degli alimenti.
Ponte Vecchio
  • Nel 1500, la famiglia dei Mannelli si è opposta duramente alla costruzione del Corridoio Vasariano. Secondo il progetto di Giorgio Vasari, infatti, la loro torre che si affaccia sull’attuale Via de’ Bardi sarebbe dovuta sparire insieme con le altre, poste agli angoli del Ponte Vecchio. I Mannelli hanno costretto l’architetto a rivedere il suo progetto, facendo girare il corridoio intorno alla struttura: compromesso che ai Medici non è mai andato del tutto giù.
  • Una delle tre finestre, aperte sotto il Corridoio Vasariano, è stata allargata in occasione della visita di Vittorio Emanuele II a Firenze il 15 Aprile del 1865, cosicché il Re d’Italia potesse godere appieno dello spettacolo di fuochi d’artificio organizzato apposta per lui.
  • La famosa “moda dei lucchetti”, presente nel romanzo di Federico Moccia Ho voglia di te, è nata circa cinquant’anni fa proprio sul Ponte Vecchio di Firenze, inventata probabilmente dai militari in congedo dell’Accademia San Giorgio alla Costa. Oggi è considerata illegale e sanzionata con una multa di cinquanta euro.
Ponte Vecchio
Lucchetti sul Ponte Vecchio

Ponte Vecchio Firenze: le botteghe più famose

Le gioiellerie stracolme di preziosi illuminano il percorso che connette le due sponde dell’Arno con grandi brand, sia italiani che internazionali, e opere di orefici locali, esperti in arti antiche come quella del cesello, la ciappola o lo sbalzo. La “via dell’oro” fiorentina attira ogni anno centinaia di turisti, che affollano estasiati il Ponte Vecchio per ammirare le vetrine. La calca inizia a diradarsi solo nel tardo pomeriggio, cosicché si può avere finalmente la possibilità di rallentare e guardarsi intorno in tutta calma.
Calà, Gherardi, Bellini, Bernardo, Biscioni, Callai, Melli, Fantoni, Fratelli Piccini e Fratelli Peruzzi: sono solo alcuni dei nomi più famosi stampati sulle tende dei negozi, muniti dei caratteristici sportelli di legno detti madielle, inventati verso gli inizi del ‘600 dai primi gioiellieri del Ponte Vecchio per rendere le loro botteghe più sicure.

Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio durante l’F-Light Festival

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio di ogni anno, dalle 19:00 alle 22:00, luci frizzanti e colorate avvolgono il Ponte Vecchio trasformandolo in una sorta di gigantesco dipinto. L’F-Light Festival, inaugurato per la prima volta nel 2015 (Anno Internazionale della Luce), porta in giro per la città spettacolari coreografie, visite guidate e workshops per grandi e piccini, in occasione delle feste di Natale. Oltre al bellissimo spettacolo del Ponte Vecchio, ogni anno vengono illuminati a Firenze luoghi d’interesse come Fronte Belvedere, Palazzo Medici Riccardi, le torri medioevali e il Museo Novecento.
Nel 2020 è stato inaugurato Sight, dalla selva oscura alla luce, che prende spunto dall’impervio cammino del Sommo Poeta per mandare un messaggio di speranza al mondo durante la pandemia di Covid-19.

Firenze Light Festival

Firenze Ponte Vecchio: le recensioni dei turisti

In sintesi: tra le varie cose da vedere a Firenze, il Ponte Vecchio è sicuramente una delle più incredibili e interessanti. A dimostrarlo sono anche le recensioni che vi proponiamo. Per leggerne altre cliccate al link della pagina di TripAdvisor dedicata.
C’è chi consiglia di inserire nella visita a Firenze nelle cose da vedere il Ponte Vecchio, simbolo della vecchia e nuova Firenze:
cosa visitare a firenzefirenze cosa vedere
E chi lo consiglia soprattutto per i suoi negozi:
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Tour, biglietti e orari per visitare il Ponte Vecchio a Firenze

Potrai visitare il Ponte Vecchio gratuitamente e in qualunque momento. Esistono però anche tour a pagamento con guide professioniste e storici dell’arte, che inseriscono il monumento all’interno di ampi itinerari fra i luoghi più significativi del centro storico. Cose di Viaggio ha selezionato per te alcuni di questi percorsi, che potranno rendere la tua visita a Firenze sicuramente ancor più indimenticabile.

Tour a piedi guidato di benvenuto a Firenze: una passeggiata all’interno del centro storico, passando per i principali luoghi d’interesse di Firenze. Si parte da Piazza San Lorenzo 13, accompagnati da una guida professionale di My Tour in Italy. Sono previsti gruppi di almeno otto persone; in caso di eccedenze, verranno fornite delle audioguide. Possono partecipare anche i bambini, sempre e solo se accompagnati da un adulto. Sono previsti il rimborso o lo spostamento della data in caso di cancellazione.

  • Cancellazione gratuita entro 24 ore.
  • Prenotazione con conferma immediata.
  • Durata: dai novanta ai sessanta minuti.
  • Costo: a partire da € 16,00. Si accetta biglietto elettronico.
Ponte Vecchio
Tour di Firenze su veicolo elettrico: goditi in tutta comodità e con la guida di un esperto le meraviglie del capoluogo toscano, grazie alla professionalità di Eco Tours Italia. Il tour, a bordo di una golf-cart, parte e si conclude in Piazza della Repubblica 42 e offre un’ampia panoramica della città. È prevista un’audioguida multilingua.

  • Cancellazione gratuita entro 24 ore.
  • Prenotazione con conferma immediata.
  • Durata: dai novanta ai sessanta minuti
  • Costo: a partire da € 39,00. Si accetta biglietto elettronico.

Tour serale con il meglio di Firenze: il centro storico visto sotto una diversa prospettiva, grazie a questa suggestiva passeggiata in compagnia di uno storico dell’arte professionista, organizzata da Raphael Tours in Florence. Si parte da Piazza Santa Croce e ci si può fermare al Ponte Vecchio, Piazza della Signoria, Piazza Duomo o tornare al punto di partenza. È ammesso un minimo di quindici partecipanti, che potranno interagire direttamente con l’esperto: non sono previste quindi audioguide. Sono ammessi passeggini, sedie a rotelle e animali di servizio.

  • Cancellazione gratuita entro 24 ore.
  • Prenotazione con conferma immediata.
  • Durata: due ore.
  • Costo: a partire da € 29,00.

Il Corridoio Vasariano può essere visitato solo a pagamento ed è chiuso dal 2016. Riaprirà probabilmente nel 2021, ma non ci sono ancora notizie certe a riguardo.

Mappa e come arrivare

La soluzione migliore per raggiungere il Ponte Vecchio è a piedi, considerato che il centro storico di Firenze è quasi totalmente chiuso al traffico. In caso tu sia in auto, il nostro consiglio è quello di parcheggiare alla stazione di Santa Maria Novella, che dista dal monumento circa 1,5 km. Da lì dovrai imboccare Via Il Prato, proseguendo poi per Borgo Ognissanti, Lungarno Amerigo oppure Via Palazzuolo: in tutti e tre i casi, dovrai camminare per circa 20 minuti.
Qualora tu abbia appena visitato gli Uffizi, cammina lungo Lungarno degli Archibusieri e procedi per Lungarno Anna Maria Luisa De’ Medici: lo raggiungerai dopo appena 2 minuti.
Se desideri usufruire dei mezzi pubblici, prendi la linea bus C1 o C2.

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