Palazzo Reale: informazioni e curiosità sull’antica dimora del Re di Napoli

Il Palazzo Reale, storica sede del Re di Napoli è una delle bellezze da vedere a Napoli. Affascinante palazzo all’esterno, conserva all’interno affreschi e oggetti preziosi. Ad oggi è possibile visitare le sale più antiche che fanno parte del Museo dell’appartamento storico: il teatro di corte, la sala del trono, la sala degli ambasciatori e la sala d’Ercole, accedendo dall’ingresso in Piazza Plebiscito.

La Reggia di Napoli

Sapevate che oltre alla Reggia di Caserta, anche a Napoli esiste una vera e propria Reggia? La Reggia di Napoli meglio conosciuta come Palazzo Reale è una delle bellezze da vedere se si visita Napoli. Palazzo Reale nasce per volere del viceré spagnolo il conte di Lemos Fernando Ruiz de Castro il quale volle costruire a Napoli una residenza in occasione di un’eventuale visita del sovrano spagnolo Filippo Re d’Asburgo re di Spagna (che però non arriverà mai). All’epoca vi era già un Palazzo del viceré situato su Via Toledo, ma nell’aspetto sembrava una fortezza, mentre il Conte voleva una residenza più sontuosa per ospitare il re che decise di costruire in una delle Piazze principali della città, Piazza Plebiscito. Scopriamo insieme la storia e le curiosità legate a Palazzo Reale.

La storia del Palazzo Reale di Napoli

Ma come mai la scelta di costruire il Palazzo Reale a Napoli ricadde proprio su Piazza Plebiscito? Il motivo fu legato alla posizione e alla vista della quale gode la piazza. Fuori dalle mura del centro antico infatti c’è una zona posta propria davanti al mare e ai cantieri navali, mentre in lontananza è possibile vedere il Vesuvio e il Golfo di Napoli, insomma uno scenario da togliere il fiato. L’architetto incaricato di costruire il Palazzo Reale fu Domenico Fontana, di origine svizzera, che si era già occupato di adornare le Piazze della città di Roma con alti obelischi. A Napoli per il Palazzo Reale Fontana utilizzò il tiferno, una pietra grigia di origine vulcanica, che si trova nei Campi Flegrei e i mattoni di terracotta (che hanno dato al Palazzo i colori di rosa e grigio). I lavori proseguirono senza sosta e dopo soli due anni dall’inizio della messa in opera, nel 1602,  fu completata la facciata con ornamenti classici rappresentanti il re di Spagna e il viceré. Con il tempo il Palazzo Reale crebbe e nel 1734 divenne sede di un Regno autonomo con Carlo di Borbone. Per l’occasione il palazzo fu ingrandito, per ospitare le persone della corte, con appartamenti privati per i figli del Re. Lavorarono per l’ampliamento gli architetti Vanvitelli e Fuga. Nel 1800 a seguito di un incendio la reggia fu quasi completamente distrutta. Il restauro del Palazzo Reale di Napoli fu poi affidato a Gaetano Genovese, famoso per aver realizzato lo scalone monumentale, il giardino pensile e il cortile del belvedere.

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Visita al palazzo reale di Napoli

Visitare il palazzo reale a Napoli significa immergersi in un mondo fatto di oggetti preziosi, orologi importanti, quadri e arazzi che servivano per arredare e tenere calde le stanze. Ma cosa è rimasto di un tempo?
Ad oggi è possibile visitare:

  • L’Appartamento Storico: divenuto un museo, racchiude all’interno le sale che all’epoca venivano usate per cerimonie ufficiali o di rappresentanza. Ad oggi gran parte delle sale conservano ancora l’aspetto di un tempo con pitture di noti artisti che esaltano il potere degli spagnoli.
  • Sala dei Fiamminghi: chiamata così perché raccoglie molti dipinti olandesi acquistati per il re Ferdinando IV di Borbone dalla Galleria Reale del Palazzo di Francavilla a Chiaia. Non passano inosservati la fioriera con le vedute delle Ville Imperiali Russe, l’orologio musicale di Charles Clay e l’uccelliera di bronzo e porcellana al centro della Sala.
  • Sala Diplomatica: detta anche Anticamera di Sua Maestà, questa sala era destinata all’incontro del re con le delegazioni diplomatiche. Alle pareti, che sono ricoperte di un particolare tessuto rosso sono ancora visibili due arazzi con le allegorie del Fuoco e dell’Aria.
  • Sala del Seicento Napoletano: questa sala, conosciuta anche come Sala della Regina, fa parte dell’appartamento di Maria Amalia di Sassonia. È arricchita di dipinti del Seicento Napoletano, tra i quali quello raffigurante San Gennaro che invoca la protezione su Napoli e la fine della peste. Sul soffitto ci sono decorazioni di oro e stucchi bianchi, mentre al centro della Sala c’è un tavolino donato dal Granduca di Toscana Leopoldo II al Re Ferdinando I.
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  • Il teatro di corte : al Palazzo Reale di Napoli nel 1768 fu creato da Ferdinando Fuga un vero e proprio teatro che nacque per l’esigenza del viceré di non poter assistere agli spettacoli non potendo, per questioni di decoro, recarsi a teatro. Ad oggi il Tetro presenta ancora la struttura di un tempo, con statue in gesso delle nove muse e porte finemente rifinite con intarsi di animali e piante.
  • Sala del Trono: facilmente riconoscibile per il trono, datato 1850 formato da due leoni, questa sala era utilizzata da re per accogliere i suoi ospiti. Ancora oggi alle pareti sono esposti ritratti di personaggi realmente esistiti mentre sul soffitto è possibile vedere un’allegoria di tutte le province del Regno delle Due Sicilie, rappresentate con figure femminili oltre agli stemmi che rappresentano Napoli e la Sicilia: il cavallo e la Trinacria.
  • Salone d’Ercole: divenuto un salone da ballo durante il Regno borbonico la sala dei viceré è arricchita con arazzi e molti ritratti. Questa che è la ventunesima sala del Palazzo Reale ha un affaccio sul cortile delle carrozze. Il nome deriva dalla statua di Ercole Farnesiano che fu esposta all’interno e che oggi è conservata al Museo Archeologico Nazionale
  • La Cappella Palatina: il Palazzo Reale comprende anche una cappella privata denominata anche Cappella Reale dell’Assunta alla quale è dedicata. Costruita nel XVII secolo da Cosimo Fanzago ha uno stile barocco che venne mantenuto anche da Genovese durante il rifacimento successivo all’incendio. Ad oggi è utilizzata come Museo, dove tra i cimeli spicca un Cristo di bronzo dorato e il Presepio del Banco di Napoli.

Ecco una particolare panoramica della Sala del trono:

Palazzo Reale di Napoli: i giardini pensili

Tra le bellezze del Palazzo Reale di Napoli i giardini pensili meritano sicuramente un posto d’onore, soprattutto grazie alla splendida vista del Golfo di Napoli che regalano . Ristrutturati dopo un lungo periodo di chiusura i giardini, nati da un’idea del botanico Corrado, hanno riaperto al pubblico da poco. Con piante rare e altre più comuni come rose e magnolie, inizialmente il giardino nacque con uno stile all’inglese. Nel tempo si è aggiunti al Giardino Romantico, il Giardino Italia, arricchito con le palme di San Pietro e una statua dell’Italia.
I Giardini Pensili che occupano un’area che faceva parte di Castel Nuovo, dal XVI secolo furono restaurati, arricchiti di statue e resi privati per i viceré che vivevano nel Palazzo Vecchio. Successivamente lo spazio dei giardini fu utilizzato per costruire il maneggio, la fabbrica di porcellana e le scuderie.

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Palazzo reale di Napoli: orari, prezzi ed eventi

Per chi volesse visitare il Palazzo Reale di Napoli gli orari e i prezzi d’ingresso (che potrebbero subire variazioni) sono i seguenti:
dal lunedì alla domenica, dalle 9.00-20.00, con ultimo ingresso alle ore 19.00. Il giorno di chiusura è il mercoledì;
Per i giardini pensili del Palazzo Reale di Napoli gli orari, i giorni invece sono dalle 9.00 alle 19.00 esclusi i festivi e il mercoledì.  Anche in questo caso orari e giorni potrebbero essere soggetti a variazioni.
Invece per il Palazzo Reale di Napoli i prezzi sono:
Biglietto intero € 6,00;
Biglietto con ingresso ridotto € 2,00
L’ingresso ai cortili e ai giardini è gratuito.
È possibile prenotare visite guidate che hanno la durata di un’ora e 15 minuti e il prezzo è di 80 euro in italiano e 100 euro per la visita in altre lingue (i prezzi, gli orari e le durate del tour sono soggette a variazioni).
Le prime domeniche del mese e in occasioni particolari, notiziate da specifici avvisi, al Palazzo Reale di Napoli l’ingresso è gratuito.
Di volta in volta poi sono organizzati diversi eventi a Palazzo Reale, come mostre di quadri, fotografie e persino balli in costume e concerti.

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I pareri della gente comune

Hai deciso di visitare il Palazzo Reale ma oltre alla storia sei curioso di sapere cosa ne pensa chi c’è già stato? Allora potranno esserti utili questi commenti di chi ha visitato la reggia in prima persona e potrai trovarne molti altri alla pagina dedicata sul sito di Tripadvisor.
C’è chi è rimasto colpito soprattutto dalla maestosità della scalinata che potrai vedere all’ingresso
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E chi invece è rimasto affascinato anche dai particolari come i quadri e le statue
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Come arrivare al Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Napoli, che è adiacente al Teatro San Carlo, si trova in Piazza del Plebiscito, dove è possibile ammirare altri importanti edifici come Palazzo della Prefettura, la basilica di San Francesco di Paola e Palazzo Salerno.
È possibile raggiungere Palazzo Reale con i mezzi pubblici:
In treno

  • utilizzando la metropolitana Linea 1 direzione Piscinola, per poi scendere alla fermata Municipio e proseguire a piedi fino a piazza del Plebiscito;
  • prendendo l’autobus R2 da piazza Garibaldi fino al teatro San Carlo;
  • prendendo il tram 1 da Piazza Vittoria fino a piazza Municipio;

In funicolare

  • da piazza Fuga, Vomero, utilizzare la Funicolare Centrale per giungere in piazzetta Duca d’Aosta, ultima fermata.

Inoltre ci sono parcheggi privati a pagamento in via Shelley 1 o via Santa Maria Cappella Vecchia 30.

La leggenda delle statue del Palazzo Reale

Giunti a Piazza Plebiscito, prima di entrare nel Palazzo Reale verrete sicuramente colpiti dalla presenza di otto statue, che rappresentano otto re: Carlo V d’Asburgo, Carlo III, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II posti a destra della facciata, Ruggero il Normanno, Carlo I d’Angiò, Federico II di Svevia e Alfonso V d’Aragona a sinistra
Queste statue, non sono nate con il progetto iniziale del Palazzo ma sono state aggiunte solo successivamente, dopo l’apertura delle nicchie dove sono poste, nate per motivi di sicurezza per l’edificio. A volerle, per abbellire la facciata, fu re Umberto I di Savoia che volle anche ridimensionare l’importanza della dinastia Borbone rimarcando invece quella spagnola.
Le statue rappresentano i re che hanno regnato a Napoli in ordine cronologico fino ad arrivare a Vittorio Emanuele II, che è stato re d’Italia e non di Napoli, rappresentato con una statua più grande delle altre.
La posizione delle statue ha regalato una divertente barzelletta che viene raccontata spesso ai turisti in visita a Palazzo Reale che noi vi riproponiamo:
Carlo V d’Asburgo: Chi ha fatto pipì per terra?
Carlo III: Io non ne so niente!
Gioacchino Murat: Sono stato io, e allora?
Vittorio Emanuele II: Eviriamolo!
E voi, vedendo le statue, riuscite a immaginarvi la divertente scenetta?

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Il fantasma di Palazzo Reale

Credete nei fantasmi? Ebbene se la risposta è si allora vi incuriosirà sapere che se ne aggira uno tra le mura della corte di Napoli!
Altri non sarebbe che il fantasma del principe Carlo III di Borbone, che di notte vaga per le stanze del Palazzo Reale.  Secondo la leggenda nel 1953 Carlo III conobbe una bellissima fanciulla, Penelope Smyth, una turista irlandese di sangue non nobile della quale se ne innamorò perdutamente. Dopo un lungo corteggiamento anche la ragazza ricambiò il suo amore e il principe chiese al fratello, il re di Napoli di poterla sposare. Dopo il rifiuto del fratello, che causò un forte litigio, Carlo III decise di scappare dalla città. Infuriato Federico II emanò un decreto dove proibiva a tutti i membri della casa reale il divieto di uscire dalla città, pena la perdita dell’appannaggio che sarebbe passato alla Corona e vietava qualunque matrimonio non approvato dal re stesso. Così Carlo III si ritrovò senza titolo e senza denaro e i suoi figli non ebbero mai alcun titolo.
Da quel giorno lo spirito di Carlo III si aggirerebbe nelle sale del Palazzo, in cerca delle ricchezze e di giustizia che in vita non ha ricevuto.
Di seguito un video che vi permetterà di farvi un’idea delle bellezze del Palazzo Reale:

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